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Attualità | 29 gennaio 2021, 16:15

Mondovì, Paolo Adriano sulla vicenda Appendino: "Si apra una seria riflessione sul ruolo dei sindaci"

Nella giornata di mercoledì è arrivata la condanna per il sindaco di Torino relativa alla tragedia di piazza San Carlo verificatesi nel giugno 2017

Mondovì, Paolo Adriano sulla vicenda Appendino: "Si apra una seria riflessione sul ruolo dei sindaci"

Fa certamente riflettere la vicenda del sindaco di Torino, Chiara Appendino, condannata a un anno e sei mesi con rito abbreviato per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017, quando, durante la proiezione della finalissima di Champions League, a causa di un'ondata di panico tra la folla, scatenata da alcuni individui che spruzzarono spray al peperoncino, persero la vita due donne e più di mille persone vennero ferite.

"Non commento ovviamente una sentenza e una vicenda giudiziaria che non conosco, ma penso che la condanna della sindaca Appendino offra il destro all'apertura di una seria riflessione politica e normativa sul ruolo e la figura del sindaco - dichiara il sindaco di Mondovì, Paolo Adriano - Il tema è quello di evitare ogni rischio di trasformare il primo cittadino in un centro di imputazione oggettiva di qualsiasi evento nefasto che si verifichi nel Comune. Al contrario, credo che ogni attribuzione di responsabilità vada attentamente ponderata, valutando colpa, eventuali negligenze o omissioni e riconoscendo queste solo ed esclusivamente ove gli eventi siano effettivamente prevedibili e ovviabili dal sindaco". 

Il primo cittadino monregalese, spiega: "Quando si programma una manifestazione, il primo cittadino non agisce certo come battitore libero. Al contrario, egli decide alla luce di pareri tecnici e commissioni a cui istituzioni, esperti e addetti ai lavori prendono parte. Sarebbe impensabile richiedere ad un sindaco - organo di indirizzo politico - di vedere e prevedere scenari che gli stessi tecnici non hanno previsto. Analogamente, sarebbe inconcepibile chiedergli di decidere di testa propria, smentendo proprio quegli esperti che la legge gli impone di sentire".

Questa vicenda apre certamente a riflessioni importanti sul tema, come evidenzia Paolo Adriano, sindaco e avvocato, che conclude: "Il tema è delicato e centrale, perché, specie nei piccoli e medi Comuni, la sensazione è che il sindaco abbia tanti oneri e ben pochi onori. E temo che, se non si affronta seriamente la questione a livello politico e normativo, sarà sempre più difficile trovare cittadini disponibili a sacrificarsi per ricoprire questa carica".

AP

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