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Attualità | 12 febbraio 2021, 10:31

Migliaia di cinesi in provincia di Cuneo celebrano il Capodanno: da oggi si entra nell'anno del bue

Per la tradizione cinese il bue (che in cinese si pronuncia Niù) rappresenta l’onestà, la laboriosità, ma anche l’appartenenza alla famiglia e alle tradizioni. Si tratta del secondo di dodici segni “zodiacali". Festeggiamenti limitati per via del Covid in Cina come in provincia di Cuneo

Humphrey Muleba- tramite Unsplash

Humphrey Muleba- tramite Unsplash

Per migliaia di cittadini cinesi residenti nel cuneese oggi, venerdì 12 febbraio è un giorno speciale. Si celebra infatti il Capodanno, la festa più attesa della cultura cinese.

Lasciato alle spalle l’anno del topo, segnato dalla pandemia (i cui primi casi sono stati rilevati  proprio in Cina a Wuhan poco più di un anno fa) si entra nell’anno del bue.

Per la tradizione cinese il bue (che in cinese si pronuncia Niù) rappresenta l’onestà, la laboriosità, ma anche l’appartenenza alla famiglia e alla tradizione. Si tratta del secondo di dodici segni “zodiacali”.

Secondo la tradizione fu Buddha a chiamare a sé tutti gli animali della terra prima di morire: soltanto 12 gli corsero incontro e come premio per la fedeltà e ad ogni animale toccò un “segno”, uno per ogni anno. Ogni segno non si sviluppa mensilmente come nella nostra tradizione, ma annualmente. E ritorna ogni 12 anni: nell’ordine sono il Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Pecora, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale.

Gli uomini  nati sotto il segno di “Niù” sono noti per la loro diligenza, affidabilità, forza e determinazione. Sono onesti, patriottici e ancorati alla tradizione e alla famiglia. Sempre secondo la tradizione del segno del bue, le donne nate in quell’anno sono mogli fedeli, anch’esse amanti della tradizione e molto legate ai figli e alla famiglia.

Ma ogni capodanno ha le sue tradizioni ricorrenti: come la celebrazione della sconfitta del sanguinario Nian, il drago dalla testa leonina che mangia bambini e bestiame, ma è spaventato dal colore rosso e dai fuochi d’artificio. Per questo solitamente ogni capodanno vengono organizzati grandi spettacoli pirotecnici e il rosso sia negli addobbi che nel vestiario è predominante.

Il Capodanno per i cinesi è la festa principale, come il nostro Natale: le celebrazioni si protraggono per 16 giorni concludendosi con la Festa delle Lanterne che per questo 2021 si terrà venerdì 26 febbraio.

Questo, nonostante dal 1912 anche la Cina calcoli i giorni con il calendario gregoriano occidentale, ma lo si continua ad usare per la celebrazione delle festività, come il Capodanno appunto.

In un anno segnato dalla pandemia i festeggiamenti hanno dovuto ridimensionarsi, già nelle celebrazioni dell’anno del topo. E così quest’anno. E’ tradizione, come nelle nostre celebrazioni natalizie, riunirsi in famiglia e questo, ogni hanno, genera grandi flussi migratori. In Cina per evitare assembramenti sono state annullate tutte le celebrazioni pubbliche e, per evitare spostamenti, sono stati distribuiti sconti e bonus ai cittadini che decidono di non spostarsi per celebrare la festa.

Spostamenti limitati e festeggiamenti ridimensionati anche per i molti cinesi presenti in provincia di Cuneo: ricordiamo la grande comunità presente in Valle Infernotto, tra Barge e Bagnolo Piemonte, dove molte famiglie dall’estremo oriente hanno raggiunto quest’area per operare nell’estrazione mineraria delle cave. Oppure la grande comunità cinese di studenti che hanno frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Cuneo.

Un anno esatto fa il Covid non era ancora arrivato in Italia. Ma, lo ricordiamo, molta era la paura di frequentare ristoranti e locali a gestione cinese per via delle notizie di una rapida diffusione del virus.

Proprio per evitare la “psicosi da coronavirus”,  a Cuneo, su idea della Consulta giovani, si organizzò un pranzo al ristorante Pechino di Cuneo a cui partecipò anche il sindaco Federico Borgna.

Pochi giorni dopo la diffusione del virus divenne un problema mondiale e non solo cinese.

Per questo anno del Bue (ci auguriamo meno funesto) un "Guo Nian Hao" a tutti i cinesi residenti nel cuneese.

Daniele Caponnetto

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