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Attualità | 20 novembre 2021, 07:20

Nuovo polo logistico Conad a Fossano: le associazioni ambientaliste fanno ricorso al TAR

Pro Natura, Legambiente, Lipu e Italia Nostra, con le rispettive sedi nazionali, si oppongono alla cementificazione di circa 100 mila metri quadrati di suolo agricolo

Nuovo polo logistico Conad a Fossano: le associazioni ambientaliste fanno ricorso al TAR

Anche le associazioni ambientaliste Pro Natura, Legambiente, Lipu e Italia Nostra, con le rispettive sedi nazionali, hanno presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la delibera del comune di Fossano di autorizzare la cementificazione di suolo agricolo (circa 100 mila metri quadrati) per realizzare un nuovo polo logistico a servizio della Conad.

E' il quarto ricorso in ordine di tempo, altri tre sono stati infatti presentati dal Gruppo Lannutti Cuneo, un altro da una società immobiliare collegata a Lannutti e il terzo da parte di un privato confinante nella zona di via Villafalletto

"Il ricorso è stato possibile anche grazie al contributo economico di molti cittadini, non solo fossanesi, che hanno dimostrato in questo modo la loro sensibilità ambientale ed il loro sostegno senza riserve, alla nostra iniziativa." - spiegano Domenico Sanino (Pro Natura Cuneo), Bruno Piacenza (Legambiente Cuneo), Silvio Galfrè (Lipu Cuneo) e Paolo Di Marco (Italia Nostra Fossano) - "Con la loro firma, le sedi nazionali hanno dimostrato di ravvisare nella nostra azione un caso esemplare per porre un freno al consumo sconsiderato di suolo, quando ci sono soluzioni alternative disponibili".

In polo logistico dedicato alla ricezione merci, stoccaggio, reimballaggio e spedizione verso i punti vendita Conad del Nord Ovest dovrebbe sorgere a Fossano nell'area compresa tra via Villafalletto e via Ceresolia. Diverse le motivazioni che hanno portato al ricordo al Tar, in primis l'impatto ambientale.

"I cambiamenti climatici in corso impongono di non utilizzare più nemmeno un metro quadrato di terreno, perché è proprio questo uno dei massimi serbatoi di carbonio." - proseguono dalle associazioni - "Per ridurre l’anidride carbonica dell’aria si stanno studiando progetti fantasiosi di incamerare questo gas serra nelle cavità terrestri, quando sarebbe sufficiente, oltre a liberare meno CO2 nell’aria, sfruttare le risorse naturali: le piante ed il suolo".

"Il progetto di insediamento previsto a Fossano - proseguono - sembrava, in un primo tempo, dover andare a cadere su di un’area industriale dismessa (ex stabilimento Michelin), con consumo di suolo praticamente nullo, impatto paesaggistico decisamente minore, recupero di un’area in degrado. Inoltre, numerosi e non trascurabili sarebbero stati i vantaggi sul piano ambientale: presenza di un raccordo ferroviario con la linea Torino-Savona; traffico su gomma più lontano dall’abitato; esistenza di un impianto di cogenerazione e teleriscaldamento. L’area Michelin è tuttora disponibile, non essendo previsti altri progetti di trasformazione. Risulta quindi del tutto incomprensibile a noi, come a tanti cittadini, la diversa opzione del sito dove impiantare il polo logistico. Di fronte a questa determinazione del Comune di Fossano non abbiamo intravisto altra soluzione che un ricorso al TAR. Oltre al consumo di fertile suolo agricolo e al maggiore inquinamento atmosferico creato dal movimento dei pesanti mezzi di trasporto (calcolati in 300/400 al giorno!), poiché il sito prescelto è adiacente all’abitato, c’è anche un aspetto paesaggistico da non trascurare. Il paesaggio non è un concetto filosofico astratto, è un bene comune da rispettare e conservare, perché crea bellezza, fondamentale per il nostro benessere fisico e mentale. Il progetto Conad prevede la realizzazione di edifici che arrivano a quasi 30 metri di altezza, un vero “insulto visuale” allo skyline di tutta la città".

La speranza delle associazioni è che il ricorso possa portare a un cambio di passo, orientando la scelta del luogo su aree già industrializzate o cementificate:

"Il nostro augurio e la nostra speranza sono che, in seguito al ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, si possano rivedere le scelte effettuate e che la Conad, d’accordo con l’Amministrazione comunale, si orienti su di una proposta che non comporti nuovo consumo di suolo. Nella grave situazione ambientale che tutti abbiamo sotto gli occhi, la scelta di una nuova e massiccia cementificazione non ha più ragioni né scusanti, soprattutto se esistono alternative praticabili".

redazione

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