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Attualità | 24 novembre 2021, 14:45

Pedaggio sulla tangenziale di Alba? L'ex sindaco Marello ricorda i patti del 2012

Sul completamento At-Cn l’esponente Pd interroga la Giunta regionale e rammenta le assicurazioni ora disattese da concessionario e Ministero: "La Provincia mise a disposizione la tratta con la condizione che rimanesse gratuita"

Un'immagine del maggio 2017: l'allora sindaco Marello con Alberto Cirio, ai tempi eurodeputato, a confronto col commissario Ue alla Concorrenza Vestager sul tema del cross financing ipotizzato dal ministro Delrio come strada per uscire dall'impasse Asti-Cuneo

Un'immagine del maggio 2017: l'allora sindaco Marello con Alberto Cirio, ai tempi eurodeputato, a confronto col commissario Ue alla Concorrenza Vestager sul tema del cross financing ipotizzato dal ministro Delrio come strada per uscire dall'impasse Asti-Cuneo

Si torna a parlare di Asti-Cuneo nelle stanze della politica regionale. A farlo è ora il consigliere regionale albese Maurizio Marello ha depositato una nuova interrogazione alla Giunta Regionale sul tema del completamento autostradale e dei diversi interrogativi lasciati aperti dall’incontro albese dello scorso 9 novembre (leggi qui).

"L’eterna incompiuta – ricorda l’esponente Pd, che ha seguì la vicenda dell’autostrada nei suoi dieci anni da sindaco di Alba, dal 2009 al 2019  –, infatti, necessita della realizzazione del Lotto II.6 Alba-Cherasco, affinché l’intero percorso sia fruibile. Una storia infinita, bloccata ormai dall'aprile 2012, quando gli accordi presi al Ministero delle Infrastrutture vennero poi di fatto disattesi dalla concessionaria che fa capo al Gruppo Gavio".

«Ho posto all’assessore ai trasporti Marco Gabusi le seguenti domande secche e precise (e non è la prima volta) affinché la Giunta regionale dia risposte puntuali in una sede istituzionale come il Consiglio Regionale e non si limiti alle dichiarazioni sui giornali
– spiega ora Marello in una nota –. Ho chiesto di poter conoscere: lo stato dell’arte dei lavori in corso relativamente al lotto sub b Alba/Roddi e la data prevista per la loro ultimazione; il livello progettuale del lotto sub a Roddi/Cherasco; i contenuti del nuovo progetto in superficie sostitutivo di quello in galleria già previsto; le tappe dell’iter amministrativo di approvazione e la tempistica; la presunta data di inizio e fine lavori; il costo complessivo del lotto II.6; il contenuto del progetto di restyling dell’attuale tangenziale albese (Sp 3 bis) che verrà utilizzata per collegare le due tratte autostradali verso Asti e verso Cuneo e il relativo costo; le determinazioni circa la gratuità della superstrada Sp 3bis, tangenziale di Alba; le determinazioni e più in generale lo stato dell’arte circa le cosiddette “opere complementari” dell’autostrada».

«Personalmente sono molto preoccupato in particolare di tre tematiche – prosegue il consigliere –: la realizzazione dei viadotti sia per l’impatto ambientale che per i tempi di riapprovazione del progetto alquanto incerti; l’accantonamento delle cosiddette “opere complementari” strategiche per il territorio (sistemazione della Sp 7 per raggiungere l’ospedale di Verduno, terzo ponte sul Tanaro, tangenziale est di Alba, opere nel Braidese di accesso all’autostrada, etc.) e non ultimo il tema della gratuità della superstrada Sp 3 bis meglio conosciuta come tangenziale di Alba. Nel 2012 infatti, quando la Provincia di Cuneo ha messo a disposizione del concessionario la tangenziale per collegare i due tratti autostradali (verso Asti e verso Cuneo) in sostituzione del tunnel subalveo del Tanaro in corrispondenza di Alba previsto in progetto, aveva posto (insieme a noi sindaci e alla Regione – allora rappresentata a Roma dall’assessore regionale Alberto Cirio) come condizione che la tangenziale albese continuasse a essere gratuita. Ora sembra che ciò sia messo in discussione. L’onerosità per gli albesi e per coloro che raggiungono Alba dal Roero e dalla Langa attraverso la tangenziale sarebbe inaccettabile e intaserebbe ulteriormente le altre poche strade di accesso alla città (l’ex statale 29 e la 231 in particolare). Insomma dopo 30 anni di attesa, oltre al danno anche la beffa».

Redazione

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