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Attualità | 24 gennaio 2022, 12:15

Energia e materie prime alle stelle: anche in Granda la "tazzulella e' cafè" costerà di più

Aumenti generalizzati, che costringono i titolari di bar e locali di somministrazione a scaricare i costi sul consumatore finale. Le voci della FIPE provinciale

Energia e materie prime alle stelle: anche in Granda la "tazzulella e' cafè" costerà di più

Quanto costa - e soprattutto - quanto costerà una tazzina di caffè? A Cuneo il prezzo varia da 1 euro ad 1,20. A Mondovì, dal 1° gennaio 2022, è aumentato un po' ovunque di dieci centesimi, passando da 1,10 a 1,20. Il prezzo era "congelato" dal 2014. 

Ma si va verso un ulteriore ritocco verso l'alto. Non ancora quantificato. Perché l'aumento dei costi energetici e delle materie prime lo impone. Pena, la stessa sopravvivenza degli esercizi pubblici.

Bollette lettaralmente raddoppiate. Chi spendeva circa 1.000 euro al mese è passato a quasi 2.000. Gli aumenti riguardano il vino e gli alcolici, la farina, il cioccolato e lo zucchero. Sono aumentati i costi del trasporto, con il rincaro dei prezzi dei container, più che raddoppiati. E' aumentato il prezzo dei carburanti.

Tutto praticamente. Nel giro di qualche mese per il consumatore finale, l'ultimo anello della catena, la borsa della spesa sarà più vuota ma decisamente più pesante. Già si vedono i primi rincari. Sono destinati ad aumentare e ad interessare davvero ogni genere, dagli alimentari ai prodotti per la cura della persona.

E il caffè non fa eccezione, anzi.

Si parla di portare il prezzo addirittura ad 1,5 euro. Sono giorni di confronto e di decisioni all'interno delle associazioni di categoria, in particolare per la FIPE, Federazione italiana pubblici esercizi.

In Granda difficilmente si arriverà a questi rincari, ma è inevitabile che aumenterà tutto, dal panino al gelato, dal croissant al succo di frutta.

"Quello del caffè è un prezzo civetta. Da sempre viene preso come riferimento per l'aumento del costo della vita. Per poter assorbire gli aumenti, 1,5 euro per la tazzina di caffè è una prospettiva verosimile. Ma non sarebbe sostenibile, si scatenerebbe una rivoluzione. Ecco che, inevitabilmente, si cercherà di applicare aumenti più contenuti ma aumentando tutto il resto". A parlare è Carlo Comino, titolare di una pasticceria di Mondovì e referente provinciale per la FIPE.

Dello stesso avviso Marco Basso, referente della FIPE per Cuneo e uno dei soci titolari del bar Corso. "Ognuno decide quanto far pagare il caffè. Non c'è alcun prezzo imposto. I rincari ci sono, su tutto. A breve inizieremo a discutere su come poterli assorbire, su cosa fare. E' chiaro che qualcosa aumenterà, se non sarà il caffè sarà il gelato".

Conclude Comino: "Se vogliamo mantenere uno standard qualitativo alto, dovremo per forza scaricare i costi sul consumatore, altrimenti saremo schiacciati. Si parla di interventi governativi a favore delle imprese energivore. Ma anche un bar lo è, tra frighi, macchina del caffè sempre accesa o forni. E' un momento molto complesso, non abbiamo nemmeno il polso di quanto stia aumentando tutto. Come FIPE cercheremo di tutelare i nostri associati, ma le dinamiche di questo periodo sono ben al di sopra delle nostre teste". 

Barbara Simonelli

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