I siti internet aziendali sono tutti in fortissima competizione tra loro. Oggetto di questa competizione è la visibilità nel mondo online, una risorsa che soltanto Google può elargire, riconoscendo la capacità di un sito di rispondere a determinate e ben precise caratteristiche. In quest’ottica, l’algoritmo di Google ultimamente premia sempre di più quei siti disegnati in un’ottica responsive, capace di garantire ottime performance sotto il profilo della navigazione da parte degli utenti: questo è chiaramente un bene, poiché solitamente Google premia portali che – a conti fatti – si rivelano davvero autorevoli, pertinenti al tema che dichiarano di trattare, nonché funzionali e performanti in ogni loro parte.
Tuttavia, vale la pena approfondire il concetto di performance di un sito web, così che ci si possa rendere conto di quali elementi possano fare la differenza nel posizionamento e dunque agli occhi di Google e degli utenti finali.
La velocità è tutto
Per approfondire il concetto di performance, bisogna mettersi dalla parte dell’utente. Questi, al giorno d’oggi, ha cambiato radicalmente il suo modo di accedere ai contenuti digitali: infatti, non sempre utilizza un computer ma, spesso e volentieri, si dedica alla navigazione sui vari siti grazie a smartphone, tablet e altri dispositivi mobili. Se questo assunto è ovvio, dalla parte dell’utente, è anche vero che non sempre i creatori di blog o siti ne hanno tenuto conto al momento di realizzare il proprio portale: non a caso, esperimenti pensati appositamente da colossi del digitale (quali appunto Google, Amazon o altri) hanno dimostrato che forzare un rallentamento nel caricamento di alcune pagine (anche se apparentemente impercettibile) aveva come immediata conseguenza una perdita di interesse (sicuramente non totale, ma percepibile) da parte degli utenti.
Esperimenti come questi, condotti da aziende di spessore (che hanno potuto permettersi la possibilità di far perdere pochi secondi in più ai loro utenti), ed esperienze dirette effettuate dagli stessi internauti non possono che confermare una cosa: un sito web, per essere appetibile, non deve puntare esclusivamente sulla pura veste grafica, e neanche soltanto sulla qualità dei contenuti; deve, allo stesso tempo, garantire una perfetta esperienza di navigazione e, dunque, offrire ottime performance davanti all’utente che si approccia ad esso, indipendentemente dal dispositivo che questi sta utilizzando.
Non solo grafica web
Alle volte, soprattutto se si chiamano in causa performance e fattori legati alla veste grafica del sito, si scoprirà come questi elementi possano cozzare l’uno con l’altro. Sovraccaricare un sito di elementi grafici di un certo peso, infatti, può rallentarne notevolmente la velocità di caricamento, generando basse performance e comportando una pessima esperienza per chiunque lo visiti (specie da dispositivi mobile, che hanno un accesso limitato alle bande di navigazione più veloci). Da qui, la necessità, per chiunque decida di aprire un sito, di pensare quest’ultimo in un’ottica responsive.
Aprire un sito web responsive vuol dire creare un portale che possa essere mobile-friendly, e dunque adatto a essere visitato anche tramite tablet o smartphone. Pensare un sito per mobile è utile oggi più che mai, soprattutto se si tiene conto del nuovo atteggiamento di Google. Sintetizzando, prima la scelta era tutta degli utenti, che, trovandosi a navigare da mobile su un sito dai lunghi tempi di caricamento, anche se questo era consigliato da Google tra i suoi risultati di ricerca, lo abbandonavano in autonomia. Adesso, l’algoritmo stesso di Google finisce per penalizzare quei siti che, secondo i suoi criteri di lettura, non sono adatti a essere fruiti da mobile, permettendo dunque agli utenti di non perdere tempo e offrendo loro soltanto quei portali che – tra contenuti, autorevolezza, pertinenza e performance – possono garantire la migliore esperienza di navigazione.
A unire insieme un design grafico responsive e un’esperienza di navigazione scorrevole e ottimale, spicca una realtà digitale tutta italiana, quale è quella di Altervista: tra i frutti della sua più che ventennale esperienza nel web, Altervista può annoverare appunto anche un design Seamless, pensato appositamente per alleggerire i suoi siti web. La tecnologia cutting edge che sta alla base di Seamless prevede il caricamento dei soli elementi utili alla navigazione, che dunque si rivela estremamente più snella e veloce, per una maggiore soddisfazione dell’utente in visita.
Inoltre, tenendo fede al presupposto che la performance di un sito non sia solo una questione di grafica, Altervista ha messo a disposizione dei suoi utenti il sistema Million Page cache, pensato allo scopo di snellire la cache dei siti più trafficati; spesso, dunque, non sono i blogger o i gestori dei siti che operano su Altervista a doversi preoccupare delle ottimizzazioni in risposta ai cambiamenti di Google, poiché gli aggiornamenti vengono implementati automaticamente dal sistema stesso.














