ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022
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Politica | 25 giugno 2022, 08:27

Fabiana Dadone (5S): “Chi ci vuole fuori dal governo dovrebbe restare in vacanza"

Lite social con Dibattista: “Andiamo avanti a testa alta – dice la ministra - anche se restiamo vittime di noi stessi quando ci poniamo regole rigide mentre nessuno dei nostri avversari le rispetta”. Nel Movimento lo psicodramma aumenta ogni giorno che passa

Fabiana Dadone (5S): “Chi ci vuole fuori dal governo dovrebbe restare in vacanza"

La lite scatenatasi sui social tra la ministra cuneese alle Politiche giovanili Fabiana Dadone e l’ex collega di partito Alessandro Di Battista la dice lunga sul clima che si respira in questi giorni nei 5 Stelle, dopo la scissione guidata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Dadone resta convintamente al fianco di Giuseppe Conte e difende – quasi superando in valutazioni filogovernative Di Maio e i colleghi scissionisti - la scelta di sostenere il governo Draghi.

“Abbiamo una responsabilità di governo dal 2018 che non abbiamo ceduto nonostante i costanti giochi di palazzo, dal Papeete alle bugie sul MES. Non dimentico che governiamo e gestiamo i soldi avuti dall'Europa grazie alla capacità contrattuale di Conte. Così come – annota la ministra cuneese - gli sforzi diplomatici per la pace di Luigi Di Maio sono innegabili. So che è più facile far saltare il banco ad agosto, non sarebbe neanche una novità, ma non abbiamo mai cercato soluzioni semplici a problemi complessi. Non esistono. Le sirene degli uomini della provvidenza che ci vogliono fuori dal governo – afferma perentoria - dovrebbero restare in vacanza”.

Il riferimento, abbastanza esplicito, è a “Diba”, che infatti replica per le rime: “Il problema sono sempre io – afferma – e non ciò che stanno facendo vari esponenti del Movimento, che, nelle loro scelte, ne contraddicono la storia e ne rinnegano gli ideali”.

 A dar man forte al marito interviene anche la moglie del più barricadero tra i leader grillini della prima ora, che rinfaccia a Fabiana Dadone scarsa gratitudine: "Nel 2018 – sostiene con velenosa perfidia - portavi Alessandro sul palmo della mano quando fece il tuo nome per un posto nel governo".

Situazioni che evidenziano – nelle ore in cui anche l’ex ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina lascia il Movimento – lo psicodramma in atto nei 5 Stelle.

“Perdere tanti colleghi ed amici senza preavviso – scrive ancora la ministra alle Politiche giovanili - ha spiazzato tutti ed ammetto che sono giorni in cui è importante fare autocritica ma senza rinnegare chi siamo, perché siamo qui e perché è importante non commettere altri errori. Lasciatemi però dire che non ritengo un errore la fiducia nel prossimo, la tolleranza e il rispetto reciproco”.

“Andiamo avanti a testa alta – ammonisce sui social - anche se restiamo vittime di noi stessi quando pensiamo di lottare con un braccio legato dietro alla schiena e quando ci poniamo regole rigide mentre nessuno degli avversari le rispetta”.

Tra le “regole rigide” – stando al Beppe Grillo pensiero - quella del terzo mandato con cui anche lei, tra pochi mesi, dovrà fare i conti.

GpT

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