Raggiunge anche il Piemonte l'eco della crisi di governo Draghi scatenata dal Movimento Cinque stelle. E la reazione degli organi regionali non si fa attendere troppo.
"Draghi resti, ma con un'agenda precisa"
"Draghi rimanga, con un'agenda precisa e definita", ha detto il governatore, Alberto Cirio. "I danni reali si possono vedere già da cosa è successo ieri, con i miliardi bruciati in borsa, per una scelta assurda del Movimento Cinque stelle. Mettere in discussione il governo in questo preciso momento storico con tutto quello che abbiamo impostato di lavoro comune è da irresponsabili. Spero che i prossimi giorni possano portare una stabilità e una prospettiva. Anche se resta l'inaffidabilità di chi mette in crisi il Paese per l'inceneritore di Roma".
Aggiungendo: "Ben venga un'agenda chiara che porti il governo fino al fine del mandato, anche se con la difficoltà di un alleato inaffidabile come si sta rivelando il M5S. Poi, piuttosto che la confusione, si vada al voto. Ma prima si provino tutte le strade, bene ha fatto Mattarella a respingere le dimissioni del premier".
Una posizione in parte condivisa anche dal gruppo cuneese dei Radicali, come riportato in mattinata dal nostro giornale.
"Noi inaffidabili? Cirio governa la Regione con Fratelli d'Italia!"
Chiamati in causa, i consiglieri regionali pentastellati non si tirano indietro. E rispondono: "Siamo lieti che Cirio condivida la nostra richiesta di ricevere da parte del Presidente del Consiglio Draghi un'agenda politica chiara per i prossimi mesi. D'altro canto leggiamo con stupore, e rispediamo prontamente al mittente, l'accusa di essere degli irresponsabili per non aver votato la fiducia al Senato al Governo Draghi in occasione della votazione sul Dl Aiuti".
"Non crediamo che sia nella posizione di sentenziare, una delle forze principali della Giunta regionale piemontese, infatti, è Fratelli d'Italia, un partito che da mesi, incessantemente, continua ad invocare il voto - sottolineano Sarah Disabato, Sean Sacco e Ivano Martinetti - . Se Cirio non condivide questa posizione, allora decida finalmente cosa fare della maggioranza che guida. Una maggioranza in frantumi che passa le giornate in consiglio regionale a discutere di feste e celebrazioni, a litigare su nomine e poltrone, invece di affrontare i problemi dei piemontesi".
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