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Attualità | 03 aprile 2023, 12:15

La regina delle Amazzoni, nella caserma dei Carabinieri di Saluzzo, per dare il senso di protezione alle donne vittime di violenza

Inaugurato il murales nella stanza dedicata all'ascolto vittime di violenza. Il progetto a cura dei Carabinieri Saluzzo, Zonta Saluzzo, FAI per contribuire a migliorare la stanza dedicata all’ascolto delle vittime di maltrattamenti. Iniziativa unica nel suo genere, esempio per altre caserme. La figura, a grandezza naturale, è Lampeto una delle eroine della sala baronale del Castello della Manta

Saluzzo, Caserma dei Carabinieri inaugurazione del murales nella stanza dedicata all'ascolto delle donne vittme di violenza.

Saluzzo, Caserma dei Carabinieri inaugurazione del murales nella stanza dedicata all'ascolto delle donne vittme di violenza.

“La  caserma non è la casa dei carabinieri, ma è la casa di tutti”.  Le parole del colonnello Giuseppe Carubia, del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, ne descrivono la dimensione di accoglienza e di aiuto.

La caserma di Saluzzo, con una iniziativa unica del suo genere, sabato 1° aprile ha inaugurato il grande murales nell’ufficio dedicato all’ascolto delle donne vittime di violenza. Due pareti affrescate ispirate al meraviglioso affresco della sala baronale de I Prodi e le Eroine del Castello della Manta, bene quattrocentesco del FAI. 

Lampeto, regina delle Amazzoni, è la figura femminile scelta. Porta l’elmo sollevato tra le mani, lasciando scoperto il capo. In segno di quiete o di rapida protezione in caso di pericolo.

"E’ simbolo di una figura forte, coraggiosa, al passo con i tempi, che trasmette un’immagine di resilienza - commenta il capitano della Compagnia Davide Basso, motivando la scelta corale tra i partner del progetto.

Tra questi il club Zonta Saluzzo, che da alcuni anni collabora con l’Arma locale per rendere più accogliente lo spazio dove le donne vittime di maltrattamenti arrivano in una situazione di fragilità e bisognose di essere capite, come sottolinea Tiziana Somà, presidente del sodalizio. L'iniziativa completa questo nostro service e ringraziamo per la possibilità di essere state inserite nel progetto. Il nostro club, sarà sempre a disposizione per iniziative future. Il sodalizio aveva già contribuito all’arredo dell'ufficio nella caserma e all’allestimento di un piccolo angolo per i bambini. 

"Se c’è una cosa che i carabinieri offrono – ha proseguito Basso – è la protezione. Attraverso gli strumenti di legge, ma anche attraverso l'empatia, l’ascolto, il dialogo, i silenzi e la fiducia in un percorso di accoglienza studiato per aiutare la vittima”.  

I carabinieri saluzzesi hanno scelto di rappresentare la protezione offerta con l’arte del maniero del FAI, prendendo spunto dalla dedica del professor Alessandro Barbero, storico e scrittore esperto di Medioevo. "Gli affreschi della Sala Baronale raccontano un mondo di nobili che idealizzavano il valore, la cortesia e la giovinezza. Era l’antidoto a un mondo reale dove dominavano la violenza e l’interesse; forse era la fuga in un mondo di sogno, ma era un sogno così forte che qualche volta riusciva a ispirare davvero i comportamenti".

Il progetto, sostenuto dall’agenzia Asentiv 2020, è stato realizzato dai restauratori Giancarlo Leonardo e Tiziana Fasano della Doneux e soci, già impegnati nei restauri del castello della Manta. La property manager del bene, Silvia Cavallero, che ha applaudito il protocollo firmato da FAI e Arma, commenta: "Chi entra nella salone baronale fa un salto nella storia, si è avvolti da una certa aura, ti si aprono tante curiosità e domande che arrivano dal più piccolo, al più anziano al più disattento. Credo che il valore del portare nell’oggi qualcosa del passato, fa guardare molto al futuro e auguro che questa stanza possa dare armonia a queste donne, per quante spezzate dalle situazioni della vita".

Il luogotenente Fabrizio Giordano ha infine letto il messaggio del professor Alessandro Barbero: "La copia è così fedele da creare quasi l’illusione che una sala del castello sia stata trasportata nella Caserma dei Carabinieri di Saluzzo e, a me pare molto bello che si sia voluto un legame così consapevole tra il patrimonio artistico che ci è stato lasciato dalla grande civiltà della Saluzzo medioevale e le nostre istituzioni odierne.Tanto più in quanto il tema scelto rivela come la civiltà medioevale fosse, sì, patriarcale, ma nient’affatto misogina o indifferente ai destini delle donne e come l’immagine di quei nostri lontani antenati si facevano della donna, possa ancor oggi dire qualcosa alla nostra sensibilità contemporanea, che su questo tema è tanto più avvertita e consapevole".

Alla presentazione dell’iniziativa sono intervenuti Giancarlo Leonardo e Federico Doneux della "Doneux e soci restauri opere d’arte", socie dello Zonta Saluzzo con la presidente Tiziana Somà, i titolari di Asentiv Paolo Girardo e Sabina Rosso, la property manager Fai del Castello della Manta Silvia Cavallero, il direttore dei beni del Fai Marco Di Luccio, l’assessora alle Pari Opportunità del Comune Attilia Gullino, il maresciallo Federica de Nittis che opera nell'ufficio destinato all'ascolto delle donne vittime di violenza, e la carabiniera Sara Cherubino.

vilma brignone

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