Le candele illuminano la Pasqua dei cristiani ortodossi. L’inno della Resurrezione è risuonato in tutto il mondo nella notte tra sabato e domenica, 15 e 16 aprile. Anche a Bra, non sono mancati i festeggiamenti di una delle comunità più presenti, impegnate ed integrate.
Uomini, donne e bambini si sono dati appuntamento per la funzione religiosa celebrata nella chiesa di Santa Caterina di Alessandria d’Egitto da padre Vasile Doroftei, che ha ringraziato la cittadinanza e la comunità cattolica per la vicinanza espressa anche attraverso la presenza del sindaco Gianni Fogliato e del direttore dei Salesiani, don Riccardo Frigerio.
Per loro l’omaggio di un uovo, che presso gli ortodossi è simbolo di rigenerazione e di purificazione. La leggenda narra che le uova portate nel cesto da una donna si siano colorate di rosso per il sangue versato da Gesù morente.
La chiesa era troppo piccola per contenere tutti i fedeli. Coloro che non hanno trovato posto all’interno dell’edificio di culto hanno potuto assistere alla funzione, grazie alle immagini proiettate all’esterno.
Il saluto che i rumeni si scambiano dal primo giorno di Pasqua fino all’Ascensione è un’espressione di giubilo: «Hristos a înviat! (Cristo è risorto)» cui fa seguito «Adevărat că a înviat (È vero che è risorto)». Non solo una risposta, ma una testimonianza di fede che unisce le generazioni del passato, del presente e del futuro.
Lo ha detto padre Vasile nel corso della breve omelia, predicata da un palco allestito nella centralissima via Cavour al termine di una solenne processione che ha descritto un cerchio attorno alla chiesa ortodossa, punto di riferimento di un popolo di credenti sempre più numeroso.
Da ricordare il suggestivo rito della luce in cui i presenti hanno fatto provvista di un cero che è stato poi acceso attingendo direttamente dalla fiamma sporta dal parroco. «La luce sia come un’antenna di collegamento con il cielo, consapevoli che Dio ci ascolta sempre», ha spiegato padre Vasile, che poi ha concluso con l’invito a ringraziare il Signore per i doni che ogni giorno ci elargisce gratuitamente.
Come da tradizione, sono stati presentati sull’altare cestini pieni di uova e cibi da benedire, tra cui la Pasca, una specie di torta dolce di formaggio dalla forma circolare per simboleggiare la culla di Gesù, al centro una croce di pasta, che ricorda Gesù crocifisso e l'impasto intrecciato sui bordi.
La Pasqua ortodossa non si festeggia quasi mai nello stesso giorno di quella cattolica. La spiegazione è legata ai diversi calendari che sono riconosciuti dagli stati e dalle chiese.
La Pasqua cattolica viene calcolata secondo il calendario gregoriano, mentre quella ortodossa tiene conto del calendario giuliano, entrato in vigore nel 46 a.C. grazie a Giulio Cesare.
Inoltre, il calcolo delle date per la Pasqua tengono in considerazione le fasi lunari: Luna piena dopo l’equinozio primaverile, per i cattolici e Luna nuova per gli ortodossi.
In questo senso, la prossima Pasqua sarà celebrata il 31 marzo 2024 dai cattolici ed il 5 maggio 2024 dagli ortodossi.




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