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Provincia | 01 luglio 2023, 12:29

Generazione WOW - Turismo da re (e regine)

Seppur a dinastia “dismessa”, le Residenze Reali Sabaude del Piemonte - considerate tra i maggiori attrattori del Patrimonio UNESCO d’Italia - hanno magia sufficiente per continuare a soddisfare le “fantasie regali” di tutti quegli appassionati di fiction, o di cultura, che possono dare vita ai propri sogni al passo di un turismo più slow, tra miti di potere e itinerari tra passato e un’attualizzazione creativa di ciò che è stato

Generazione WOW - Turismo da re (e regine)

 

Una tenuta d’epoca baronale e numerose spiagge nelle Highlands fanno da sfondo alla seguitissima serie televisiva targata Netflix “The Crown”, che ha riportato in vita la vera storia della famiglia reale inglese negli anni Ottanta, sdoganando in qua e in là un certo appetito turistico.

Lasciandosi ingolosire da ciò che hanno visto attraverso uno schermo, infatti, i milioni di spettatori - quadruplicati come boomerang della morte della regina Elisabetta II – si sono trasformati in potenziali turisti, affamati di scoprire e “gustare” sulla loro pelle quegli stessi luoghi capaci di custodire e regalare - quasi per osmosi - quel pizzico di regalità da far sentire un po’ re, o regina, qualunque persona si trovi a respirare quella stessa aria, o a godere di quello stesso panorama.

La domanda nasce spontanea: l’“effetto WOW” della “regalità per tutti” si ferma nel Regno Unito, o funziona anche tra i Palazzi del potere e le villeggiature reali piemontesi?

Seppur a dinastia “dismessa”, le Residenze Reali Sabaude del Piemonte - considerate tra i maggiori attrattori del Patrimonio UNESCO d’Italia - hanno magia sufficiente per continuare a soddisfare le “fantasie regali” di tutti quegli appassionati di fiction, o di cultura, che possono dare vita ai propri sogni al passo di un turismo più slow, tra miti di potere e itinerari tra passato e un’attualizzazione creativa di ciò che è stato.

Paesaggio, cultura e cibo restano il trittico su cui si installa questo palinsesto capace di attirare sempre più pubblico di target e provenienza variegata verso quei palazzi rurali che sanno di storia e diedero anticamente origine alla cosiddetta “Corona delle Delizie”.

A partite dal “centro del potere” della Torino capoluogo - con i Musei Reali e il circuito dei Palazzi Madama, Carignano, Chiablese, il Castello del Valentino e la Villa della Regina – ci si apre ai luoghi della vita di corte tra la Reggia di Venaria con il Castello della Mandria, i Castelli di Rivoli e Moncalieri, e ancora la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Un’ulteriore estensione di raggio apre il percorso a ritroso del tempo alle villeggiature reali: i Castelli di Agliè, Racconigi, Govone, infine l’Agenzia di Pollenzo e il Castello di Valcasotto.

In questi luoghi si reintegrano le antiche tradizioni nate alla Corte dei Savoia secoli fa, che tornano a manifestarsi attraverso un ricercato “menù” di esperienze di territorio in grado di trasformare i piccoli riti della vita reale in un vero e proprio must.

Prendiamo, per esempio, la “Merenda Reale”, una tradizione che affonda le sue radici nel Settecento piemontese quando i cortigiani avevano l’abitudine di spezzare l’appetito con un dolce spuntino tra il pranzo e la cena a base di cioccolata (ancora come bevanda) unita a torcetti, confortini, canestrelli, pazientini, amaretti, meringhe, baci di dama, o ancora ai biscotti più antichi d’Italia: i savoiardi.

Ma c’è di più! L’effetto “favola”, infatti, non si ferma alla merenda e travolge l’amore, in pieno stile “The Crown”. E allora il Castello di Govone anticipa Buckingham Palace con “Come una volta”, il dating show salpato su Real Time in piena stagione Covid in cui dodici ragazzi e altrettante ragazze hanno dovuto corteggiarsi a colpi di galateo, alla maniera ottocentesca, mimando il fidanzamento tra balli in maschera, lettere d'amore scritte a mano, crinoline e duelli con la spada.

E per aggiungere il “terroir” nella trama, basta una passeggiata, a piedi o in bicicletta, ricca di suggestioni storiche, artistiche e naturalistiche. Le mete di svago per i reali di allora tornano a galla sotto forma di un itinerario costellato di tappe dal cuore green che sembra non finire mai: oltre 400 chilometri di “Ciclovie Reali”, così come le ha battezzate l’ultimo progetto firmato dal Consorzio Turistico Terre Reali del Piemonte – espressione delle Ascom di Bra, Fossano, Savigliano con Federalberghi Torino e un centinaio tra strutture ricettive, ristoranti ed enti locali - unendo idealmente le destinazioni sabaude comprese tra Vicoforte e Susa.

Un viaggio lento e quasi sospeso tra architetture barocche e panorami rurali per assaporare un po’ della vita di corte di Casa Savoia, tra creatività e realtà.

Dunque, c’è anche un po’ della curiosità attorno al lato di “fashion influencer” della Regina Margherita, o alle misteriose alcove di passione della Bela Rosin, ad alimentare i dati da record del turismo regionale in ingresso di inizio 2023: 2 milioni di presenze con un incremento del 37%, considerando solo gli arrivi dall’estero.

Sarà che tutto ciò che si è mosso tra le mura – e al di fuori – di quei palazzi millenari mantiene ancora viva l’estasi di una soap opera, e pure che certi privilegi e benefici stimolano a prescindere un processo imitativo, sta di fatto che la vita dei reali attira, anche a secoli di distanza.

E, per diventarne parte, basta una “buona” bicicletta sulla ciclovia verso quelle lande in cui l’enogastronomia è regina.

Renata Cantamessa

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