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Attualità | 08 luglio 2024, 07:10

Annullata la festa della Croce di Sanfront, l’azienda “I luvertin”: “Diffamati. Chiederemo il danno d’immagine”

La società agricola, chiamata indirettamente in ballo dal comunicato de “La crica dij balos” risponde alle accuse con una lettera (e con due video, apparsi su Facebook)

Nel frame di uno dei video pubblicati su Facebook, una delle aree coinvolte dai festeggiamenti

Nel frame di uno dei video pubblicati su Facebook, una delle aree coinvolte dai festeggiamenti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della società agricola “I luvertin” di Barge, in risposta e replica al comunicato stampa inviato da “La crica dij balos” e pubblicato dal nostro giornale.


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Gentile direttore,
siamo a scrivere in quanto chiamati in causa dal comunicato (che ci ha profondamente sorpresi, in senso negativo) de “La crica dij balos”.

Rispetto all’organizzazione della festa della Croce di Sanfront la crica ha sempre ottenuto da noi appoggio gratuito e piena disponibilità: in un atteggiamento di costante amicizia nei confronti dei ragazzi e dell’organizzazione abbiamo sempre ripulito la zona e manutenuto le strade, e mai segnalato le feste notturne del sabato prive di autorizzazione o le palesi e ben risapute mancanze nei confronti della legge regionale 32. Anche adesso, ci ritroviamo a sottolineare soltanto l’adesione, da parte nostra, a ogni possibile forma di legge sul tema.

Dopo uno sconcertante episodio di violenza verbale avvenuto l’anno scorso alla festa, nel quale due gruppi di ragazzi ubriachi (poi identificati dalle forze dell’ordine grazie a foto scattate da noi) sono entrati nelle nostre proprietà private con atteggiamento violento e intimidatoria, abbiamo ribadito alla crica che non avevamo piacere questi due specifici gruppi (e solo loro!) occupassero ancora i nostri pascoli.

Quest’anno come tutti gli altri anni in funzione della buona educazione, abbiamo chiesto che l’erba per le nostre capre non fosse tagliata, assicurando che l’avremmo pascolata e tagliata noi prima della festa. Incontrato alcuni ragazzi legati all’organizzazione (tra cui il nipote di un socio della crica), abbiamo espresso anche a loro, direttamente, la richiesta di non tagliare l’erba, specificando che avremmo tolto le reti elettrificate subito dopo il pascolo; loro hanno acconsentito, salvo poi spostare le reti elettrificate per procedere comunque allo sfalcio un prato. Lavorare sotto la pioggia battente degli ultimi tempi per un lavoro poi distrutto in questa maniera farebbe alterare chiunque: abbiamo contattato la crica, con ulteriori discussioni.

Nonostante la nostra disponibilità per la buona riuscita di un evento tradizionale del territorio, e l’impegno di anni nel portare all’attenzione regionale e nazionale il buon nome del Mombracco, dall’altra parte abbiamo quindi riscontrato insomma un atteggiamento ostile. Forse perché la crica ha iniziato a pensarci contrari alla festa. Ma non è così.

Il pascolo è un diritto sancito, per il quale paghiamo regolare contratto di affitto. Quindi non millantiamo alcunché: credo che il maltempo, gli strascichi della campagna elettorale e il commissariamento stiano mettendo a dura prova tutti quanti. Nel comunicato della crica non possiamo non riscontrare gli estremi per una diffamazione gratuita e per il danno d’immagine: davvero non pensavamo si potesse arrivare a questo punto.

redazione

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