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Economia | 26 maggio 2025, 07:00

Dal cantun a Netflix: com’è cambiato il relax serale a Cuneo

Fino a qualche decennio fa, in tante borgate del Cuneese bastava una panchina, un mazzo di carte e un po’ di vino per rendere speciale la sera

Dal cantun a Netflix: com’è cambiato il relax serale a Cuneo

Fino a qualche decennio fa, in tante borgate del Cuneese bastava una panchina, un mazzo di carte e un po’ di vino per rendere speciale la sera. Oggi, tra divani comodi e connessioni ultra veloci, il relax serale ha cambiato volto — ma non del tutto anima.

Quando ci si trovava “al cantun”

In dialetto si diceva così: ritrovarsi al cantun, l’angolo della piazza dove, soprattutto d’estate, gli uomini si sedevano a chiacchierare, le donne prendevano un po’ d’aria dopo una giornata in casa e i bambini giocavano a rincorrersi.

Le sere d’inverno erano diverse ma altrettanto rituali. Si stava in casa, certo, ma sempre con gli altri: la tombola in parrocchia, le partite a briscola e tressette nei bar del centro, le chiacchiere davanti alla stufa. A Cuneo, a Boves, a Caraglio, a Dronero o nei paesini della Valle Maira, la sera era un momento di comunità, non di solitudine.

Chi aveva la fortuna di vivere vicino a una bocciofila partecipava ai tornei o si fermava anche solo a guardare le partite con un bicchiere in mano, raccontando aneddoti su come «si stava meglio prima». E, in effetti, per molti era proprio così.

L’arrivo del digitale (e della stanchezza diversa)

Con il passare degli anni, e l’avanzare del lavoro nei servizi, negli uffici, nei turni di fabbrica meno regolari, le nostre giornate si sono riempite di stress diverso. Non più fisico, ma mentale. Così il bisogno di rilassarsi da soli, in silenzio, con uno schermo davanti, è diventato sempre più diffuso.

Oggi la sera inizia con la cena davanti alla TV, una serie su Netflix, e spesso continua sullo smartphone. Chi lavora tutto il giorno al computer, paradossalmente, trova riposo proprio in attività digitali leggere: video brevi su TikTok, una partita a quiz su app, o — per un pubblico adulto — qualche minuto su piattaforme di casino online legali, che permettono di giocare in modo rapido e senza impegno.

Il ritorno del gioco, ma in versione 2.0

È curioso notare come molti giochi tradizionali non siano scomparsi, ma si siano semplicemente spostati online. La briscola si gioca su app, i quiz si fanno in diretta su Twitch o YouTube, e persino la roulette — con i suoi numeri e colori familiari a chiunque abbia mai visto un tavolo verde — è diventata digitale. Certo, non c’è più il contatto fisico, il bicchiere condiviso, la risata collettiva davanti a una battuta, ma resta quella voglia di svago leggero, di sentire che la giornata si è chiusa con qualcosa di piacevole.

Meglio prima o meglio adesso?

È una domanda che a Cuneo si sente spesso. I nostalgici diranno che «una volta si stava meglio», ma forse è solo cambiato il modo di vivere il tempo libero. Ci sono ancora tante persone che escono, si vedono, organizzano gruppi di lettura, serate di musica nei locali, partite di calcetto. Ma accanto a loro, molti scelgono una socialità più discreta, più digitale.

E forse non è un male, se fatta con consapevolezza. Il punto, come sempre, è l’equilibrio. Sapere che si può ancora andare al bar per una chiacchiera, ma anche che una serata sul divano con lo smartphone o un documentario può avere lo stesso valore: staccare, rilassarsi, sentirsi bene.

Lo spirito resta

Cuneo cambia, come cambiano tutte le città. Ma lo spirito resta: la voglia di condividere, di ridere, di spegnere i pensieri almeno per un’ora prima di andare a dormire. E se ieri bastava un tavolo da briscola, oggi può bastare una connessione a internet. Che si tratti di guardare una serie o di fare una puntata simbolica su una piattaforma regolamentata, ciò che conta è che, ogni sera, ci si senta di nuovo un po’ più leggeri.








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