Da piccole città della Granda fino ai campionati nazionali di tutta Italia e anche oltre: prende il via "Figlie della Granda", rubrica dedicata a raccontare le storie delle atlete cresciute pallavolisticamente in provincia di Cuneo, che con talento e determinazione hanno varcato i confini del Piemonte per farsi strada nei campionati nazionali di tutta la Penisola. O anche oltre.
Ad aprire questa nuova serie è proprio una storia di questo tipo: quella di Alessia Sordo, 21 anni a novembre e da da due stagioni giocatrice del Volley Lugano, squadra che milita nella LNA, Lega Nazionale A, massima serie del campionato svizzero di pallavolo femminile. Con il club elvetico Alessia ha conquistato l’argento in Coppa Svizzera nella stagione 2023-2024 e quest'anno il bronzo in campionato. Un percorso che parte da Fossano, città in cui Alessia è cresciuta, fino a varcare i confini italiani.

(Foto di Ballaphoto Roberto)
La storia di Alessia inizia infatti nel Volley Got Talent Fossano, società che oggi fa parte del consorzio Libellula Volley, quando a 9 anni decide di lasciare la ginnastica artistica per cimentarsi nella pallavolo, dopo averla scoperta a scuola grazie a Liano Petrelli. Ed è stato amore al primo bagher.
“È stato allora che è cominciato tutto: le prime partite sono tra i ricordi più belli che ho. Ricordo con particolare affetto il Torneo della Befana ad Alassio: tre giorni intensi, vissuti con le mie compagne, condividendo la stessa passione con ragazze di altre regioni”.
Alessia ha difeso i colori della VGT fino all’under 16, quando la pandemia ha bruscamente interrotto il suo cammino. Non appena si è potuto tornare in campo però è ripartita alla grande, con la chiamata del Cuneo Granda Volley. “Quell’anno ho giocato in Under 17, in Under 19 e ho avuto l’opportunità di esordire anche in B2. Scendere in campo in un campionato nazionale è stata un’emozione indescrivibile, qualcosa che fino a poco prima sembrava irraggiungibile”.
Dopo un anno in serie C a Busca, Alessia approda alla Libellula Volley. “Mi avevano contattato per giocare in Serie C, poi a inizio anno Marco Relato (allenatore della serie C e della B1, ndr), mi ha comunicato che sarei stata inserita anche nel roster della B1 e alla seconda partita mi sono ritrovata titolare”.
È stato in quel momento che qualcosa ha cominciato a cambiare. "All’inizio la pallavolo era più un gioco, poi allenamento dopo allenamento, è cresciuta in me una passione vera, accompagnata dalla voglia costante di migliorare. E mi sono accorta che più cresceva il mio impegno, più arrivavano soddisfazioni e traguardi. Il passaggio in B2 a 16 anni mi ha dato consapevolezza, ma è stata l’esperienza in B1 a Bra che ha trasformato quella consapevolezza in certezza".

(Foto di Ballaphoto Roberto)
Terminato il campionato in B1 con tanti minuti in campo, per Alessia è arrivata la svolta: la chiamata da Lugano per giocare nella LNA, l’equivalente svizzero della Serie A1 italiana. “È arrivata nel momento perfetto. Mi ero appena diplomata, e quella chiamata è stata come un treno che passa una sola volta nella vita. Dal punto di vista umano è stata una scelta difficile: significava lasciare la mia famiglia per trasferirmi da sola all’estero. Non è una decisione facile da prendere a 19 anni, ricordo un misto di ansia, paura, l’incertezza di quello che mi aspettava, un nuovo modo di vivere la pallavolo, il confrontarsi con giocatrici professioniste che arrivano da diverse parti del Mondo, alcune convocate spesso nella loro nazionale”.
Ma nonostante le paure, Alessia ha detto sì a quel treno. E ad agosto 2023 ha lasciato Fossano per trasferirsi a Lugano e iniziare una nuova vita, quella da atleta full time. “All’inizio ho faticato ad adattarmi ai nuovi ritmi, ogni giorno si passano diverse ore in palestra con allenamenti specifici di gioco e tecnica, più le sedute peso e quelle video. Abbiamo solo una mattina di riposo, oltre al giorno dopo la partita”.
Dopo essersi abituata ai ritmi intensi del lavoro in palestra e alle nuove abitudini, per Alessia è arrivata la sfida più grande: lasciare casa a soli 19 anni, separarsi dalla famiglia, dagli amici e dai legami di sempre per inseguire il proprio sogno. “Lasciare casa non è stato facile, era la prima volta che mi allontanavo per così tanto tempo. La distanza dalla mia famiglia si è fatta sentire, non solo dal punto di vista emotivo, per il calore e l’affetto che mi mancavano, ma anche dal lato pratico, nella quotidianità.
Per fortuna oggi ci sono le videochiamate e le telefonate, che riescono in parte a colmare quella lontananza. E poi, quando possono, i miei genitori e mio fratello vengono a vedere le partite: sono momenti preziosi, da vivere fino in fondo. Certo, la mancanza si avverte ancora, soprattutto avendo un fratello gemello, non possiamo festeggiare il compleanno assieme”.
Anche mantenere vive le amicizie non è semplice, dato che Alessia può solo tornare a casa pochi giorni nel periodo di Natale, più qualche toccata e fuga per dare gli esami universitari: “Durante la stagione sento i miei amici e ci aggiorniamo, anche se non è la stessa cosa che frequentarsi. Alcune volte sono venuti a trovarmi a Lugano e mi ha fatto davvero piacere”.

(Foto di Ballaphoto Roberto)
Quest’anno Alessia ha concluso la sua seconda stagione in Svizzera, un’esperienza che l’ha vista crescere non solo come atleta, ma anche come persona. Giocare lontano da casa, in un contesto internazionale e circondata da compagne straniere, l’ha messa infatti di fronte a nuove sfide e opportunità.
“All’inizio ero preoccupata, non sapevo cosa aspettarmi. Ma poi ho capito che in fondo parliamo tutte la stessa lingua: quella della pallavolo. Passiamo tantissimo tempo insieme, anche fuori dal campo dato che abitiamo in appartamenti diversi ma tutti nella stessa palazzina. È bello anche scoprire culture, tradizioni e cucine diverse, è un’esperienza che ti arricchisce ogni giorno”.
In questi due anni Alessia è stata tra le più giovani della squadra, ma questo non le ha impedito di creare legami profondi. “Sono ancora in contatto con ragazze che ora vivono in Argentina, Canada, Olanda, Brasile, Croazia, Slovenia, Serbia e Stati Uniti. È come se un pezzetto del mio cuore fosse sparso in tutto il mondo, e questo pensiero mi rende davvero felice”.

(Foto di Ballaphoto Roberto)
Fuori dal campo, Alessia è una ragazza come tante della sua età: ama la musica, i concerti, le serate con le amiche davanti a una pizza, ballare, guardare la pallavolo in TV e viverla nei palazzetti. Frequenta l’Università degli Studi di Torino, è iscritta alla facoltà di Scienze Motorie con il programma Studente-Atleta: “Nulla di diverso da qualsiasi ragazza della mia età, anche se la mia scelta mi ha portato a fare diverse rinunce. Ma quando arrivano i risultati, i sacrifici pesano meno. Vivere e giocare all’estero è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere molto, non solo come atleta – sono migliorata tecnicamente e soprattutto mentalmente – ma anche a livello personale”.
Per la prossima stagione, è stata riconfermata e continuerà quindi a difendere i colori del Volley Lugano. Obiettivi e sogni nel cassetto per il prossimo anno? “Avere questa opportunità è già un sogno, ma il mio obiettivo è qualcosa di ancora più grande: magari tornare in Italia in un campionato competitivo o confrontarmi con nuove sfide in altri campionati europei. Per la prossima stagione gli obiettivi sono arrivare nella top 4 in campionato e tornare in finale di Coppa, oltre che consolidare la mia presenza in campo”.














