Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato martedì 22 luglio.
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Ieri sera sono stati aperti i container dell’accoglienza diffusa collocati a Manta e Verzuolo.
Degli 11 Comuni della rete del Protocollo della Prefettura, attivata nel 2020 e destinata ad accogliere i migranti stagionali, con contratto di lavoro o promessa di contratto, resta da aprire solo la struttura di Saluzzo, nella ex casa del custode del cimitero, ma il sindaco Franco Demaria l’ha anticipata di una decina di giorni.
Sarà quasi certamente lunedì prossimo, anziché il 4 agosto e potrà ospitare una quarantina di lavoratori impegnati nelle campagne del Saluzzese, alcuni dei quali per ora sistemati nelle accoglienze già aperte, altri ancora al parco Gullino.

Qui, la situazione sotto i riflettori mediatici per l'emergenza da affrontare riguardante decine di braccianti (la stima attuale è di una settantina di presenze) accampati all'addiaccio, verrà così alleggerita.

Il Comune ha anche aperto i bagni pubblici in alcune ore del giorno e notturne, occupandosi di pulizia e igienizzazione, come sono stati aumentati i passaggi dei mediatori, anche per scongiurare situazioni di lavoro nero.
Scende in campo la Caritas di Saluzzo, come spesso è accaduto negli anni passati all’inasprirsi delle problematiche di sistemazione dei lavoratori, oltre a offrire per tutta la stagione, con l'organizzazione Saluzzo Migrante, una serie di servizi, dall’infopoint, alle biciclette, dall'ambulatorio medico, alla mensa, l’appoggio ai lavoratori della frutta, da maggio in avanti.
Due container saranno resi abitabili, probabilmente già da venerdì, nel cortile della Casa di Madre Teresa di Calcutta. “Complessivamente si darà ospitalità a circa 45 persone presso le nostre strutture - afferma il direttore Carlo Rubiolo -. Considerato che al parco Gullino dormono decine di braccianti e che l’Amministrazione ha difficoltà nel dare loro una sistemazione dignitosa, la Caritas si farà carico di approntare altri 18 posti-letto, oltre ai 27 già attivi da tempo, presso la Casa Monsignor Diego Bona, in corso Piemonte, dedicata specificatamente all’accoglienza degli stagionali.

Ci auguriamo che si riesca a trovare rapidamente una soluzione per questa emergenza o attraverso la disponibilità degli altri comuni delle accoglienze diffuse o in qualche altra forma che eviti il ripetersi di un fenomeno tanto penoso".

Su 44 comuni del distretto frutticolo, uno dei più importanti d’Italia dopo il Trentino, il Protocollo dell' accoglienza diffusa può dare alloggio, quest'anno, a circa 250 persone con contratto di lavoro, mentre la Caritas accoglierà le persone anche fuori da questo sistema e assegnerà i posti in base ad una lista d'attesa di chi ha fatto richiesta.
Con i fondi del Pnrr entro il prossimo anno o addirittura entro sei mesi la rete del Protocollo ne potrà accogliere 300.
Martedì 8 luglio in Prefettura a Cuneo, è stato infatti ufficializzato l’arrivo di 1 milione 700 mila euro che consentirà un ulteriore potenziamento e miglioramento delle strutture per l’ospitalità temporanea dei lavoratori agricoli.

" Rappresenta un riconoscimento concreto alla qualità del modello che abbiamo realizzato negli anni e permetterà, a partire dal 2026, di aumentare i posti letto disponibili, migliorare le strutture esistenti e ristrutturare un immobile a Revello - sottolinea Demaria.
È il momento di immaginare, insieme, una nuova progettualità per il futuro.
Saluzzo, che è solo il quarto Comune del Distretto per numero di contratti attivati, forniisce ospitalità a 40 lavoratori nella rete diffusa ( casa dell'ex custode del cimitero) 45 grazie alla Caritas, coordina la rete di accoglienza, gestisce i fondi PNRR e continua a studiare modelli per cercare sostegno delle istituzioni e delle fondazioni bancarie.
Quello che Saluzzo non può fare da sola è farsi carico di tutte queste persone per poi metterle a disposizione di un’economia territoriale a cui sono necessarie. Serve essere coinvolti tutti insieme: Enti Locali, Terzo Settore, imprese agricole. E’ un problema di territorio".
Come è stato sottolineato anche giovedì scorso ( 17 luglio) a Cuneo dove il prefetto Mariano Savastano ha presieduto un Tavolo Sociale ( al quale hanno partecipato Comune, Caritas, la Croce Rossa, il Consorzio Monviso Solidale e il Distretto del Cibo della Frutta) per affrontare la situazione del parco Gullino, al quale continuano ad affluire stagionali, esclusi dal sistema formale di accoglienza.
" Si tratta di una problematica di natura sociale che va gestita in modo collettivo" è stato sottolineato.
"La sensibilizzazione sul tema sta aumentando - conclude il sindaco Demaria e lo accentua anche la vicesindaca Francesca Neberti. il primo cittadino sta programmando altri appuntamenti per condividere il problema degli stagionali in una economia territoriale che ne ha bisogno.
Quest'anno ci sono 12 mila contratti di lavoro, nel raggio di circa 25 chilometri di cui 7 mila africani, 2. 200 impegnati nella raccolta dei piccoli frutti.
C'è un aumento di arrivi per la stagione della frutta. Lo dicono i numeri raccolti dai passaggi all’Info point Caritas, punto di smistamento dei vari servizi.
Dai primi di luglio ad oggi si sono avuti circa 350 passaggi, 450 a giugno, 228 a maggio. Sono state distribuite 180 biciclette, mezzo di trasporto indispensabile per raggiungere le campagne ed è stato lanciato un appello per cercarne- informa Elena Pagnone, laureata in diritti umani, operatrice di Saluzzo Migrante.

"Dopo l’apertura di altre strutture alloggiative sono leggermente diminuite le presenze nel parco Gullino di Villa Aliberti, stimiamo siano tra i sessanta e settanta. Gli operatori Caritas ne hanno la fotografia attraverso i giri notturni, uno alla settimana in media, per distribuire coperte, a chi ne è sprovvisto e raccogliere necessità.
E' una dimensione di estrema sensibilità. Entriamo in un contesto molto privato, sebbene il parco sia un contesto pubblico, a contatto con la fragilità di persone, senza riferimenti, lontane da casa che dormono sui cartoni, all’addiaccio. Con il ripetersi dei giri, li conosciamo meglio ed anche la loro fiducia nei nostri confronti aumenta. Il grande tema è il perché ci sono tante presenze al parco, molte delle quali contrattualizzate, ma senza un letto in cui riposare".
Tra le misure adottate anche il potenziamento ulteriore del controllo da parte delle forze dell’Ordine ( Carabinieri e Polizia locale che seguono e tengono sotto controllo la situazione dall'inizio, con un monitoraggio più volte al giorno e di notte) per individuare chi tra i bivaccanti ha un contratto e può accedere alle strutture di accoglienza.














