Il dibattito sul ripristino delle linee ferroviarie dismesse torna d’attualità anche nel Cuneese, con particolare riferimento ai tratti Saluzzo-Moretta e Bra-Ceva. Dopo le perplessità espresse da un lettore, arriva la replica di Piero Canobbio, consigliere regionale dell’Associazione europea ferrovieri.
"Le motivazioni dei favorevoli alla riattivazione delle linee ferroviarie sono tante, così come quelle di chi si dice decisamente contrario. A questo proposito, abbiamo assistito a molti dibattiti, il più noto quello sul ritorno del treno lungo la Merano-Malles Venosta; più vicino a noi, il contraddittorio sulla Alba-Asti.
Si finisce sempre col battere sul tasto dei costi, dimenticando però di discutere anche delle spese per la realizzazione delle piste ciclabili e per il loro mantenimento. C’è poi il tema del patrimonio infrastrutturale ferroviario lasciato andare in malora: i gestori delle ciclovie se ne occuperebbero nel modo più idoneo?
A questo proposito allego una mia foto del magazzino merci di Narzole, quando era ancora relativamente integro. È un simbolo di ciò che rischiamo di perdere se non si ragiona in termini di tutela e riuso.

Termino con una riflessione che viene dall’esperienza: dove il treno ritorna, i borghi – anche i più sperduti – si rigenerano. La crisi climatica spinge molte persone a riscoprire i piccoli centri. Tuttavia, se non si offrono o si riattivano i servizi, non solo non tornerà più nessuno, ma lo spopolamento continuerà".
Piero Canobbio,
Consigliere Regionale Aec,
Associazione Europea Ferrovieri















