«Questa mattina (16 ottobre 2025) ero ai cancelli dell’Ilva di Racconigi insieme ai lavoratori, alla Fiom Cgil, al vicesindaco Tribaudino e al segretario provinciale del PD Davide Sannazzaro, perché la crisi morde sempre di più. Le famiglie sono allo stremo, e la Regione non può restare a guardare». Così Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha predisposto un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta Cirio di chiarire quali misure intenda adottare per sostenere i lavoratori dello stabilimento Ilva di Racconigi, dove dal 1 novembre 80 dipendenti su 87 saranno in cassa integrazione, pari al 92 per cento della forza lavoro.
«La crisi produttiva va avanti da anni – prosegue Calderoni – e a partire dai primi di novembre la quasi totalità dei lavoratori sarà in cassa integrazione. Le offerte private sembrano ormai esaurite e senza un intervento pubblico concreto il rischio è quello di uno ‘spezzatino’ produttivo che porti alla chiusura definitiva dello stabilimento. È necessario un impegno diretto della Regione, a partire da integrazioni al reddito per i lavoratori coinvolti e da un’azione di stimolo verso il Governo per un piano di rilancio industriale serio e condiviso».
Calderoni sottolinea come il caso di Racconigi si inserisca in un quadro più ampio di crisi industriale piemontese: «Dal Cuneese all’Alessandrino, dalle aree ex Ilva ai poli metalmeccanici, si ripete lo stesso copione: la Regione convoca tavoli di crisi, ma non costruisce strategie. È il momento di passare dalle parole ai fatti, per difendere un presidio industriale importante per Racconigi e per tutto il territorio».
In linea con le dichiarazioni dei colleghi Domenico Ravetti e Gianna Pentenero, Calderoni richiama alla responsabilità anche il Governo nazionale: «Il Piemonte e l’Italia stanno perdendo pezzi del proprio patrimonio industriale. I lavoratori non chiedono assistenza, ma la possibilità di lavorare. Servono coraggio, visione e una politica industriale che investa davvero nel futuro».












