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I più letti della settimana | 01 novembre 2025, 19:02

Rete idrica, ecco come Acda impiegherà i 21,7 milioni finanziati a Cogesi dal Mit

In programma una nuova vasca alle sorgenti del Bandito, il rifacimento della Crocetta e la sostituzione delle tubature più datate

Immagine di repertorio di un recente guasto alla rete idrica

Immagine di repertorio di un recente guasto alla rete idrica

Riproponiamo qui uno degli articoli più letti della settimana appena conclusa, pubblicato giovedì 30 ottobre.

La Cogesi, attraverso l’Acda, si è aggiudicata un finanziamento di 21,7 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del decreto “Adozione dello stralcio attuativo del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico”. Il progetto comprende tre interventi principali, di cui uno particolarmente significativo, mirato alla prevenzione delle infiltrazioni nelle sorgenti e al rinnovamento della rete idrica cuneese.

Il presidente di Acda, Livio Quaranta, spiega: “Tre anni fa Acda presentò una proposta di intervento attraverso Cogesi, incentrata sulle sorgenti delle Grotte del Bandito, al confine tra Roaschia e Valdieri, e sulla vasca di distribuzione della Crocetta, che serve l’intera rete idrica della città di Cuneo. L’acquedotto interessato non è solo del capoluogo, ma quello intercomunale di Cuneo”.

L’intero distretto prende origine da Borgo San Dalmazzo e si articola in tre grandi linee di distribuzione.
La prima parte dalla Crocetta e rifornisce Cuneo.
La seconda, sulla destra del torrente Gesso, serve Boves, le borgate e la zona di destra Gesso di Cuneo, Borgo Gesso, Madonna delle Grazie, Villaggio Colombero, fino a San Lorenzo di Peveragno, per poi scendere verso Castelletto Stura e toccare Montanera.
La terza, sulla sinistra del Gesso, raggiunge Vignolo, Cervasca in pianura, Bernezzo, gran parte di Caraglio, prosegue verso Busca, collegandosi parzialmente con Costigliole Saluzzo, e da lì continua fino a Tarantasca e Centallo, con termine a Roata Chiusani.

Complessivamente, la rete serve circa 145 mila residenti, ma considerando ospedali (Santa Croce e Carle), scuole, case di riposo, uffici e attività commerciali, si arriva a un bacino complessivo di quasi 200 mila abitanti. “È l’acquedotto più grande della provincia insieme a quello delle Langhe — sottolinea Quaranta — ma serve un numero di utenti nettamente superiore”.

I lavori previsti sono tre: la realizzazione di una nuova vasca di deposito subito a valle delle sorgenti delle Grotte del Bandito, che fungerà da bacino di raccolta e trattamento con un innovativo sistema di filtraggio del limo, la sostanza che due anni fa costrinse a interrompere l’erogazione dell’acqua a Cuneo per torbidità; la pulizia e il rifacimento della vasca di distribuzione della Crocetta, costruita 80 anni fa e ormai bisognosa di adeguamenti; e infine la sostituzione delle tubature più datate della rete idrica, alcune risalenti a quasi un secolo fa, nelle aree a margine della città di Cuneo.

Contiamo di ottenere tutti i permessi entro il 2026 — precisa Quaranta — per avviare i lavori in autunno e completarli entro il 2030”.

Nel frattempo, Acda ha già realizzato interventi urgenti sulla rete: “Abbiamo risolto un’infiltrazione del torrente Gesso nelle sorgenti e, grazie alla collaborazione con Università e Politecnico di Torino, stiamo analizzando un secondo punto critico a monte di Andonno. Inoltre, un ricercatore ci ha segnalato una frana nel Vallone di Entracque, lungo il Rio di Entracque, che potrebbe influire su alcune sorgenti dove è stato rilevato fango. Per prevenire rischi abbiamo installato sensori ad alta sensibilità, capaci di segnalare in tempo reale la torbidità dell’acqua e consentire un intervento immediato”.

Con questo importante finanziamento e l’adozione di tecnologie di monitoraggio avanzate, la rete idrica cuneese si prepara a garantire maggiore sicurezza, qualità e continuità del servizio per tutti i cittadini del territorio.

Sara Aschero

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