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Cronaca | 22 gennaio 2026, 18:00

Carcere Saluzzo: agente penitenziario ferito da un detenuto di Alta Sicurezza, voleva sottrargli le chiavi delle celle

Decisivo l’intervento di altri colleghi per riportare la calma. L’OSAPP denuncia una situazione sempre più critica nelle carceri italiane.

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Alle ore 11:00 di oggi, 22 gennaio, presso la Casa di Reclusione di Saluzzo, un detenuto sottoposto al regime di Alta Sicurezza, appartenente alla criminalità organizzata pugliese, si è reso protagonista di un grave episodio di violenza.

Il detenuto si è rifiutato categoricamente di rientrare nella propria cella nonostante l’invito del personale di servizio. Alla reiterata richiesta di rientro, lo stesso ha dato in escandescenze, tentando di sottrarre le chiavi delle celle detentive dalle mani dell’agente addetto alla sezione.

L’agente, con grande prontezza e sangue freddo, è riuscito inizialmente a sottrarsi arretrando, ma è stato afferrato al braccio dal detenuto nel corso dell’aggressione. Fortunatamente, grazie alla prontezza dei riflessi del personale, le chiavi non sono state sottratte. È stato necessario l’intervento immediato e massiccio di altri agenti per riportare la situazione sotto controllo ed evitare conseguenze ben più gravi. L’agente ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere ed è stato dimesso con sette giorni di prognosi.

Si tratta di un detenuto intollerante alle regole, già più volte trovato in possesso di telefoni cellulari non consentiti all’interno dell’istituto.

Dichiara il Segretario Generale OSAPP, Leo Beneduci:

La situazione nelle carceri italiane è sempre più complicata. Episodi come questo dimostrano l’arroganza e la violenza di detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza. Solo grazie alla professionalità e alla prontezza del personale di Polizia Penitenziaria si è evitato il peggio. Il distretto del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta è ormai un vero e proprio colabrodo, dove alcuni detenuti pensano di poter spadroneggiare liberamente. Auspichiamo che la politica prenda finalmente atto di questo sfacelo e intervenga con urgenza”.

c.s.

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