Digiuno intermittente. Fa davvero bene? E' per tutti? Funziona? Ha controindicazioni?
Sui social le informazioni abbondano, ma quasi mai chi le fornisce è un medico. Ecco che, proprio perché questo è il periodo in cui l’attenzione verso le strategie alimentari “detox” o restrittive cresce esponenzialmente, assieme a mille altri buoni propositi, ci ha pensato l'Ordine dei medici della provincia di Cuneo a dirimere la questione.
Gli autori della pubblicazione sul notiziario digitale sono il nefrologo Alessandro Quercia dell'Asl Cn1, il dottor Andrea Gonella, medico di medicina generale per l'Asl Cn2 e, ancora, il dottor Lorenzo Marino, sempre per la Cn1.
Questo ciò che hanno scritto
LA REALTÀ SCIENTIFICA: LUCI E OMBRE DAI DATI 2025.
Le revisioni scientifiche più attuali offrono un quadro sfumato che ridimensiona i “miracoli” ma conferma alcune utilità specifiche. Ecco cosa sappiamo oggi con certezza:
- Metabolismo e zuccheri: il digiuno intermittente, specialmente nella modalità 16:8 (16 ore di digiuno, 8 di alimentazione), ha dimostrato di ridurre efficacemente la glicemia a digiuno e i livelli di insulina (1,2). È utile per migliorare l’indice HOMA-IR (che misura la resistenza all’insulina), ma per vedere cambiamenti su esami a lungo termine come l’emoglobina glicata servono almeno 6 mesi di costanza ed aderenza alla dieta (1,2).
- Colesterolo e grassi: esiste un effetto positivo modesto ma reale sulla riduzione del colesterolo LDL (“cattivo”) e dei trigliceridi, e un miglioramento del colesterolo HDL (“buono”)(1,2). Tuttavia, questi benefici sono spesso influenzati dal sesso del paziente e dal livello di attività fisica associato (1,2).
- Il mito del sonno: contrariamente a quanto promesso da molti guru del benessere, una revisione sistematica della letteratura con meta-analisi del 2025 (3) ha dimostrato che il digiuno intermittente non migliora la qualità del sonno né riduce la sonnolenza diurna rispetto a una dieta standard, nonostante la perdita di peso(3).
- Gravidanza: le evidenze su oltre 1,3 milioni di gravidanze mostrano che il digiuno intermittente è associato a una riduzione del peso alla nascita del neonato (circa –94 grammi) (4). Sebbene non sembri aumentare il rischio di basso peso alla nascita in modo patologico, richiede cautela: il primo trimestre e i climi caldi rappresentano fattori di rischio che necessitano di monitoraggio (4).
- Per chi non è adatto: il digiuno intermittente non è consigliato a chi ha disturbi del comportamento alimentare, a chi assume farmaci che richiedono pasti regolari, a chi soffre di ipoglicemie o a chi ha turni di lavoro notturni molto variabili. In questi casi è meglio valutare alternative con il medico.
IL CONSIGLIO DEL MEDICO
Il digiuno intermittente funziona meglio se personalizzato. Non è una bacchetta magica.
Non improvvisare: se l’obiettivo è migliorare la glicemia o il peso, lo schema 16:8 può essere valido, ma va inserito in un contesto di dieta equilibrata. I dati suggeriscono che i benefici sui lipidi (colesterolo) sono potenziati se si è fisicamente attivi(1).
Pazienza e costanza: miglioramenti sugli esami del sangue saranno apprezzabili a lungo termine (es: emoglobina glicata) non prima di 6 mesi (1).
Attenzione ai sintomi: se soffrite di disturbi del sonno, non affidatevi al digiuno come terapia: le evidenze ci dicono che non risolverà il problema(3).
Durante le ore di digiuno sono consentiti: acqua, tè e caffè non zuccherati. Evitare bevande zuccherate o succhi, che interrompono il digiuno metabolico.
Errori comuni da evitare
- saltare la colazione e poi mangiare troppo nella finestra di 8 ore.
- pensare che “se digiuno posso mangiare quello che voglio”.
- bere solo caffè durante il digiuno (può aumentare nervosismo e acidità).
- usare il digiuno per compensare le abbuffate.
- fare attività fisica intensa a stomaco completamente vuoto se non si è abituati
Per l'articolo completo, invitiamo a consultare il seguente link https://www.omceocn.it/2026/digiuno-intermittente-oltre-la-moda-cosa-dicono-le-nuove-evidenze-scientifiche/
Concludiamo con il messaggio dell'Ordine:
La salute metabolica richiede tempo e costanza, non scorciatoie. Il digiuno intermittente è un’opzione terapeutica supportata da dati solidi per alcuni parametri (zuccheri e grassi), ma inefficace per altri (sonno). Affidatevi sempre al vostro medico per capire se è la strategia giusta per voi, evitando il “fai-da-te”.














