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Attualità | 14 febbraio 2026, 10:50

Crisi del commercio, Bene Vagienna lancia l’allarme: 140mila attività al dettaglio chiuse in 12 anni

Se si continuerà con questo trend, rischio chiusura per altre 114mila imprese entro il 2035. Già 100mila locali sfitti. Il sindaco Ambrogio: “Non possiamo permettere lo sgretolamento del commercio, perderemmo anche la qualità di vita, non solo l’economica”

Il tessuto commerciale italiano sta vivendo una crisi profonda. Secondo il rapporto dell'Ufficio Studi di Confcommercio, negli ultimi dodici anni più di 140mila attività al dettaglio, tra negozi e ambulanti, hanno cessato l'attività. Il fenomeno è particolarmente visibile nei centri storici e nei piccoli comuni, dove la perdita di imprese incide non solo sull'economia locale, ma anche sulla vivibilità degli spazi urbani.

 I dati sono allarmanti: circa 105 mila locali commerciali oggi sono sfitti, un quarto dei quali inutilizzati da oltre un anno. Senza interventi mirati, la situazione rischia di peggiorare. Le stime indicano che entro il 2035 potrebbero chiudere altre 114 mila imprese del settore, pari a oltre un quinto di quelle ancora attive.

 Il primo cittadino benese Claudio Ambrogio vuole tenere alta la guardia, affermando però preoccupato che "nei paesi tra pochi anni non ci saranno più attività commerciali e la popolazione sarà sempre più anziana, sarà difficile anche fare la spesa. È un problema che riguarda non solo l'economia, ma anche la qualità della vita dei cittadini".

 Le città medio-grandi del centro nord sono particolarmente esposte a questo rischio, con una densità commerciale in rapida diminuzione. "Se non si interviene con misure concrete e urgenti", continua il sindaco, "rischiamo di perdere non solo le nostre attività commerciali, ma anche la nostra identità e la nostra vivibilità".

 Confcommercio chiede interventi mirati per sostenere il commercio di prossimità, come incentivi per l'affitto di locali commerciali, sgravi fiscali per le imprese che investono in innovazione e formazione e misure per contrastare l'abusivismo commerciale.

 "È tempo di agire” -  conclude - "Non possiamo permettere che il nostro tessuto commerciale si sgretoli. Diamo una speranza alle nostre città e ai nostri cittadini, sosteniamo il commercio di prossimità e preserviamo la nostra identità".

Cristiano Sabre

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