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Farinél | 12 aprile 2026, 11:01

Farinél/ I social, quel terrificante mondo in cui si processano le vittime

Il tribunale dei social si scatena sulla notizia dello stupro di gruppo di tre ex giocatori del Bra ai danni di una ragazza di 20 anni e purtroppo i commenti sono, in molti casi, aberranti e puntano il dito contro la vittima. Quando maturerà questo paese?

Farinél/ I social, quel terrificante mondo in cui si processano le vittime

A volte succede che ci siano fughe di notizie, che un’iscrizione nel registro degli indagati venga comunicata immediatamente ai giornali, con tutto quello che ne comporta: processi sommari, giudizi affrettati, condanne del web.

Non è questo il caso, anzi, in questa occasione la gestione della Procura di Asti e di tutti gli attori in campo è stata a dir poco esemplare. Dieci mesi dopo i fatti, al termine delle indagini e con una richiesta di rito abbreviato, i giornali apprendono dello stupro che tre ex giocatori del Bra avrebbero ordito ai danni di una studentessa ventenne.

Come riportato da “La Stampa”, la ragazza è stata portata in ospedale più volte per aver tentato il suicidio con farmaci, al momento risulta essere in cura, dopo aver interrotto per qualche mese gli studi.

Tutto sarebbe avvenuto nella sera del 30 maggio scorso, quando Fausto Perseu, di 23 anni, romano, oggi nella rosa del Giulianova, Alessio Rosa, di 22 anni, di Tivoli, in forza al Ligorna (accusato anche di diffusione illecita di immagini sessuali) e Christ Jesus Mawete (20), di Mondovì (Cuneo), il quale oggi veste la casacca nel Livorno, avrebbero violentato la ragazza.

La giovane, conoscente di un altro calciatore del Bra non coinvolto nell'inchiesta, ha raccontato di essere stata avvicinata durante una serata mentre era in compagnia di amiche. Dopo aver accettato l'invito di Perseu, nell'alloggio che il calciatore condivideva con altri compagni di squadra, sarebbe stata raggiunta dagli altri due calciatori.

La ragazza ritenuta in condizioni di “inferiorità fisica e psichica” avrebbe espresso più volte la sua intenzione di non avere un rapporto con gli altri due individui.

A lanciare l'Sos era stata un'amica della vittima che, non avendo avute sue notizie, aveva avvisato altri calciatori e minacciato di chiamare i carabinieri.

Nell'incidente probatorio la studentessa coinvolta ha confermato le accuse di violenza. Rosa, stando a quanto si riferisce la procura, avrebbe realizzato anche video e foto degli atti sessuali di quella sera, inviandoli in una chat condivisa.

Le difese degli ex calciatori sostengono l'assoluta mancanza di responsabilità penale da parte dei loro assistiti, questo vuol dire che puntano a dimostrare che la ragazza fosse consenziente ad un rapporto con i tre uomini.

Questo è quello che sappiamo e su cui dibatteranno i giudici di Asti per chiarire se ci sia stata una violenza sessuale di gruppo.

Nel frattempo, si è scatenato il processo sui social e, come purtroppo spesso accade in questo paese, è un processo alla vittima, meglio se giovane, potenzialmente bella, ritenuta disinibita e povera di valori.

Questa purtroppo è ancora l’Italia del 2026 in cui, di fronte a un possibile stupro di gruppo, a finire sul banco degli imputati è, sempre e comunque, la vittima.

Ho letto dei commenti che mi hanno fatto rabbrividire, di una violenza e di una cattiveria inaudite, che spero non finiscano mai sotto gli occhi della ragazza che oggi e ancora per molto tempo si troverà a lottare contro i fantasmi di quella notte, fantasmi che hanno occhi, gambe, spalle e un volto.

Bisognerebbe ogni tanto provare a pensare che quella ragazza potrebbe essere nostra figlia o nostra sorella, bisognerebbe anche solo pensare che sia una persona, con un cuore, un’anima, dei sentimenti, tanti sogni. Una ragazza di 20 anni, fragile, che ora dovrà ricostruirsi e ripartire e che questa violenza riversata sui social la può uccidere ancora una volta.

Sono sicuro che la giustizia saprà fare il suo corso e darci una verità giudiziaria che probabilmente non basterà ai leoni da tastiera, ma che spero possa dare un po’ di sollievo a questa ragazza.

A lei vorrei fare comunque i complimenti per il coraggio, per aver denunciato, per essere andata avanti, per essersi messa a disposizione per l’incidente probatorio che posso solo immaginare quanto sia stato duro.

Marcello Pasquero

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