Doveva essere giovedì 23 aprile, poi il rinvio “per cause di forza maggiore”. Ma, a conti fatti, non poteva esserci giorno migliore del 24 aprile per annunciare il rinnovo di Domenico Cavaccini.
La conferenza stampa si è tenuta presso la sede di Cuneo Inox a Castelletto Stura, alla presenza, tra gli altri, di Cristian Pavan, co-titolare dell’azienda partner del club. Una data che a Cuneo non è banale: esattamente un anno fa i biancoblù tornavano in Serie A1 dopo undici stagioni, un ricordo già inciso accanto a un altro riferimento scolpito nella storia del club, il 9 maggio 2010, quando arrivò il primo – e finora unico – scudetto.
Nel giorno delle coincidenze che sanno di destino, la società ha ufficializzato la permanenza del suo libero e uomo simbolo, insieme a Lorenzo Codarin (il cui rinnovo sarà annunciato lunedì 27 aprile). Un segnale di continuità tecnica ma soprattutto identitaria. Il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo ha sottolineato proprio questo aspetto, definendo Cavaccini “un punto di riferimento dentro e fuori dal campo, uno di quei profili che danno riconoscibilità alla squadra”.
Accanto alla società, ancora una volta, il sostegno di Cuneo Inox. "È stata una bella annata – ha commentato Cristian Pavan – diciamo che abbiamo raggiunto l’obiettivo che tutti ci eravamo prefissati, quindi è stata un’annata, secondo me, positiva. La nostra azienda continuerà anche il prossimo anno ad aiutare il Cuneo Volley, sperando di crescere come stiamo crescendo noi come azienda e come società. Per ora è stato un binomio vincente: lo scorso anno abbiamo ottenuto una bella promozione e quest’anno una salvezza, quindi gli obiettivi sono stati centrati".
Poi un passaggio dedicato proprio a Cavaccini: "Mimmo lo sa benissimo, lui è un amico e poi è un grandissimo capitano che rappresenta veramente i valori di Cuneo. Siamo molto contenti che anche il prossimo anno sarà il nostro capitano; io dico sempre che è un po’ il capitano di tutti noi di Cuneo. Siamo assolutamente felici che il nostro nome sia sulla sua maglia".
E il protagonista conferma il legame, anche emotivo, con la città. "Sì, è una bella coincidenza. Non so se sia un caso o sia stato fatto apposta, però è una cosa che mi rende felice. Il 24 aprile dell’anno scorso ce lo ricorderemo in tanti per tanto tempo, quindi dà ancora più valore alla conferenza stampa di oggi".
L’ufficialità del rinnovo, aggiunge Cavaccini, ha comunque un sapore speciale: "Si sentiva nell’aria, però quando affronti l’argomento ufficialmente l’adrenalina c’è sempre. Sono molto contento di raccontare un altro anno insieme a voi. Per me è stato naturale: sapete cosa è diventata Cuneo. Non è solo il campionato o le vittorie, è un posto che mi ha dato tanto e continua a farlo. Rimanere qui è come restare a casa".
Guardando indietro, il bilancio della stagione è lucido: "È stato un anno importante. L’obiettivo salvezza da neopromossa non era scontato e lo abbiamo raggiunto. Anche nei momenti difficili siamo riusciti a tirar fuori quello che serviva. È vero, magari è mancata qualche ciliegina per esaltare ancora di più l’ambiente, ma col senno di poi sceglierei ancora le vittorie che contavano davvero".
E sul futuro non cambia la prospettiva: "Non mi aspetto qualcosa di diverso. Saremo una squadra che dovrà conoscersi, con tanti giovani che spero arrivino con umiltà e fame. Sarà un anno impegnativo, soprattutto per chi deve salvarsi. Cambierà il quotidiano, ma per me è stimolante e mi responsabilizza: cercherò di essere un buon esempio".
Resta da definire solo un dettaglio, ancora aperto: "Capitano? Non lo so, non mi è stato comunicato".
Nel frattempo una certezza c’è: nel giorno simbolo della rinascita recente, Cuneo riparte da uno dei suoi volti più rappresentativi, affidandosi ancora a chi quella maglia ha dimostrato di saperla vivere prima ancora che indossare.














