Il calciomercato non è ancora ufficialmente iniziato, ma già fervono trattative, contatti e incontri. Che per la Juve, da oggi, in avanti, saranno portati avanti dal nuovo amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali. L'ex Sassuolo, tra i dirigenti più preparati del nostro calcio, prende il posto di Damien Comolli, l'uomo che sceglieva i giocatori in base agli algoritmi. Fatale, per il francese, la mancata qualificazione in Champions, insieme ai tanti errori di mercato nell'ultimo anno e allo scarso feeling con il tecnico Luciano Spalletti.
Un vorticoso giro di valzer
Altro giro altra corsa, verrebbe da dire. Nella sua storia la Juve è sempre stata famosa per aver scelto la linea della continuità: niente esonero degli allenatori a campionato in corso, fiducia nei dirigenti e nel management, organizzazione e programmazione. Dopo la fine dell'era Andrea Agnelli, però, qualcosa è cambiato. E non solo perché la Signora ha smesso di vincere.
Da quando John Elkann è diventato il patron bianconero, negli ultimi anni c'è stato un vero e proprio tourbillon di cambi, sia alla guida della società sia in panchina. Da Allegri a Thiago Motta, da Tudor a Spalletti, la Juve ha cambiato quattro allenatori in tre anni.
Gli algoritmi 'silurano' Comolli
Quanto alla dirigenza, dopo l'addio di tutto il vecchio gruppo legato ad Agnelli, ecco prima l'ingaggio di Cristiano Giuntoli (soffiato al Napoli allora fresco di tricolore), poi dodici mesi fa l'avvio del nuovo ciclo con Comolli durato appena una stagione. David e Openda, gli acquisti flop del dirigente francese, la testardaggine di molte scelte e lo scarsa capacità di legare con l'ambiente hanno portato a cambiare di nuovo.
Così ecco scattare l'ora di Giovanni Carnevali, cui è stata affidata "la guida manageriale della Società con l'obiettivo di rafforzare il progetto sportivo e industriale bianconero" si legge nel comunicato della società bianconera", come recita la nota diffusa dalla Juventus.
Poche le parole promunciate da chi lo aveva preceduto. "Ho deciso di lasciare il mio incarico di Chief Executive Officer di Juventus Football Club con effetto immediato - ha dichiarato ai canali ufficiali del club Comolli - desidero ringraziare John Elkann ed Exor per avermi offerto l'opportunità di lavorare per questo prestigioso Club". Poi le classiche parole di rito, anche da parte della società nei suoi confronti. Ma la sostanza è che da oggi la Juve volta pagina. Affidandosi ad un uomo che ha dimostrato negli ultimi dodici anni di saper coniugare i risultati sportivi con una attenta gestione economica.
Spalletti il prossimo a saltare?
E se fossimo nei panni di Luciano Spalletti non staremmo molto tranquilli, visto l'andazzo degli ultimi anni... Senza contare che, al momento, sono liberi sul mercato due tecnici come Antonio Conte e Raffaele Palladino.









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