Anche per l’estate 2026 torna Figlie della Granda, la rubrica pallavolistica di TargatoCN dedicata alle atlete cresciute in provincia di Cuneo che stanno costruendo il proprio percorso nei campionati nazionali e internazionali. Dai primi allenamenti nelle palestre cuneesi ai taraflex più prestigiosi d'Italia e oltre: un viaggio attraverso storie di talento, sacrificio e crescita, raccontate dalle protagoniste che hanno portato un pezzo di Granda ben oltre i confini piemontesi.
Ad inaugurare questa seconda stagione è un volto già noto, Matilde Borello, schiacciatrice monregalese classe 2010. L’avevamo incontrata lo scorso settembre, al termine di un’estate straordinaria: quinto posto alle finali nazionali Under 16 con l’In Volley, medaglia di bronzo con la Nazionale Under 16 e vittoria del torneo WEVZA con quella Under 17.
Un’estate da ricordare, che rappresentava però soltanto l’inizio. Quando ci eravamo salutati, infatti, Matilde aveva appena ricevuto la chiamata dell’Imoco Volley Next Gen, uno dei settori giovanili più prestigiosi d’Italia.

A settembre con Matilde ci eravamo lasciati così: “Entrare a far parte di una società come l’Imoco Volley Next Gen comporta una grande responsabilità, ma anche una grandissima opportunità di crescita. Mi auguro che questa stagione sia un’esperienza completa, che mi lasci qualcosa di profondo sia a livello sportivo che personale”.
Nove mesi dopo siamo tornati da lei perché Matilde continua a far parlare di sè. Poche settimane fa infatti ha conquistato lo scudetto Under 16 con l’Imoco, trionfando alle finali nazionali e ricevendo anche il premio di miglior schiacciatrice del torneo. Ma andiamo con ordine.

Dopo nove mesi a Conegliano, Matilde ha le idee chiare su come descrivere la sua prima stagione lontano da casa: “Le prime parole che mi vengono in mente sono sicuramente: intensa, sacrifici, volontà. Oltre ad essere cambiata molto tecnicamente, il salto più grande è stato di testa, un anno lontano da casa significa anche più responsabilità”.
Una crescita non soltanto tecnica dunque, ma anche personale. La sfida più grande? “Imparare a gestire i momenti no da sola. Appena sono arrivata quei momenti pesavano di più ma ora ho imparato a gestirli meglio”.
Un passaggio quasi inevitabile per chi sceglie di lasciare casa e confrontarsi quotidianamente con una realtà d'eccellenza. Per Matilde, infatti, la stagione all'Imoco ha significato allenarsi in uno dei vivai più competitivi d'Italia, un ambiente con standard elevatissimi, determinante per la sua crescita.
“Crescere in un ambiente così competitivo sicuramente mi ha aiutata a dover dare sempre il meglio per non restare mai indietro. Ovviamente ci sono stati i momenti difficili in cui mi sembrava di non farcela ma poi ne sono sempre uscita. Il miglioramento maggiore è arrivato sulle direzioni di attacco, mentre il lavoro che faccio quotidianamente è legato alla ricezione che deve essere per me il punto di forza”.
Parallelamente alla pallavolo, Matilde ha dovuto imparare a gestire anche la vita da studentessa fuori casa. Un equilibrio tutt’altro che scontato per una ragazza di appena quindici anni: “Sono soddisfatta, inizialmente avevo un po’ di paura, frequento il liceo scientifico sportivo bi-lingue, ma ho tenuto delle medie alte. In casa ho imparato a fare tutto il necessario e le trasferte erano ben organizzate. Il tempo non manca... certo che non se ne può sprecare, ma si riesce a fare tutto”.

Una stagione lunga e intensa, scandita da allenamenti, studio e trasferte, culminata però nel migliore dei modi: titolo territoriale e regionale Under 16 e, soprattutto, la conquista dello scudetto nazionale al termine di una finale dominata contro l’Us Torri.
“Prima della partita c’era un po’ di tensione, ma appena è iniziata è scomparsa. Abbiamo pensato a una palla alla volta fino all’ultimo punto”. E poi, la vittoria, l’ultimo pallone messo a terra: “Dopo è stato emozionante, lacrime, urla, gioia. Dopo una stagione così intensa è stato come dire “ce l’abbiamo fatta. è stato lì che ho capito quanto ne fosse valsa la pena, guardando la gioia e l'emozione che stavo condividendo con le persone attorno a me".
A rendere ancora più speciale questo successo è arrivato il riconoscimento individuale come miglior schiacciatrice delle finali nazionali. In finale Matilde ha messo a referto 11 punti, impreziositi da quattro ace e un muro vincente. “è stata una grande soddisfazione personale e di tutto il lavoro fatto durante l’anno”.
Nel palmarès della stagione 2025-2026 c’è anche spazio per la medaglia d’argento conquistata alle finali nazionali Under 18, squadra in cui Matilde era la più giovane del gruppo.
“Entrambi sono stati dei grandissimi risultati, ovviamente per quanto riguarda l'u18 abbiamo ancora un po’ il rimpianto di non essere riuscite a esprimerci al meglio, pero è stato lo stesso un grande campionato”.
Il bilancio della prima stagione di Matilde lontano dal Piemonte parla quindi da sé: titolo territoriale, regionale e nazionale Under 16, miglior schiacciatrice della manifestazione, titolo territoriale e regionale Under 18 e secondo posto nazionale Under 18.

Ma non finisce qui: ad arricchire la sua esperienza a Conegliano è arrivata anche la convocazione in prima squadra. E quando la prima squadra è la Prosecco DOC Imoco Conegliano, le gambe non possono che tremare.
“Quando l’ho saputo ero appena uscita da scuola, la prima reazione è stata di stupore, subito dopo un sacco di paranoie, ansia e paure, che poi sono svanite una volta lì”.
Così il 19 novembre Matilde è scesa sul taraflex di Villorba per il match tra Conegliano e Busto Arsizio. “Non potevo credere di essere lì in quel momento, è stata adrenalina pura. Un momento che porterò sempre con me è stato il pre-partita quando tutte le giocatrici sono state super comprensive e mi hanno aiutato e tranquillizzato in ogni momento”.
Insomma, dal guardare le campionesse dell’Imoco alla televisione a condividere con loro panchina e spogliatoio. “Quello che mi ha colpito di più è stata la loro mentalità da vera atleta, il giocare ogni palla come se fosse la più importante”.
E su chi le sia rimasta più impressa non ci sono dubbi: “Gabi, mi ha colpito la sua umiltà, mi guidava e mi ha sempre coinvolto facendomi sentire parte del gruppo”.

Archiviata la stagione con l’Imoco, per Matilde non è ancora tempo di vacanze. A inizio giugno infatti è stata convocata dal direttore tecnico Marco Mencarelli per uno stage con la Nazionale Under 17. L’obiettivo? Trovare la migliore squadra possibile per rappresentare l’Italia al Mondiale under 17 che si terrà in Cile a inizio agosto. E Matilde è pronta a giocarsi le proprie chance in azzurro.
“E' una grande soddisfazione essere convocata per queste selezioni. Noi sappiamo bene che oggi ci sei ma domani puoi essere tagliata fuori. Per la Nazionale è una selezione continua, non c'è alcuna certezza per nessuno. Ci sono tanti fattori (fisici, tecnici, caratteriali, di salute) che determinano periodicamente chi ne fa parte e chi meno. Quindi ora sono in collegiale e mi godo queste emozioni.”
Per ora dunque il sogno dei Mondiali resta ancora tutto da vivere: “Non si sa ancora chi partirà per il Cile e chi tiferà da casa. Su questo voglio essere estremamente chiara. Diciamo che, se si avverasse, l'emozione di affrontare la Cina, la Russia o il Brasile mi affascina e incuriosisce tanto”.
“La maglia azzurra è un sogno, un sogno grande. È una di quelle cose che accomuna gli italiani. Il nostro inno è meraviglioso e sentirlo stando in centro al campo è un’emozione incredibile. Il sogno? Andare ai mondiali e vincerli”.

Nonostante la lontananza da casa, Matilde continua però a sentirsi profondamente legata alle sue radici.
“Dalla Granda mi porto dietro tutto. Le mie amiche e compagne di battaglie monregalesi in primis...sono i ricordi più belli. Ci sentiamo sempre e quando rientro a casa organizzo per vederle tutte!!! E poi mi porto dietro Peche, Lele, Andrea a cui devo tanto”.
Una lunga stagione dunque che l’ha fatta crescere non solo come atleta, ma anche come persona: “Questa stagione mi ha lasciato tantissimo: uno scudetto, nuove meravigliose amiche, ma anche il gestire lavatrici e fare cose in casa, fare bene anche a scuola. Sono molto soddisfatta”.

Quasi un anno fa Matilde lasciava il Piemonte per inseguire un sogno. Oggi è campionessa d'Italia Under 16, miglior schiacciatrice delle finali e in corsa per un posto al Mondiale Under 17. Eppure, nonostante tutto, continua a vivere ogni traguardo con la leggerezza di chi sa che il bello deve ancora venire.
“Gioco, vado avanti, mi diverto. Credo di prenderla con leggerezza e sono consapevole del fatto che il giovanile è un film, dopo è altro. Quindi ora mi godo queste incredibili esperienze e tutte le emozioni che provo, giorno dopo giorno”.














