Il documentario "Le tracce del lupo", diretto da Alessandro Ingaria e Álvaro Congosto con la sceneggiatura di Simona Chiapparo e Alessandro Ingaria, è stato selezionato al "Cervino CineMountain Festival" di Valtournenche in concorso nella sezione "Montagne d'Italia".
Al centro del film c'è Erik Rolando, guardiaparco di origine cebana e tecnico faunistico del Parco delle Alpi Marittime, da anni impegnato nel monitoraggio del lupo. La sua vita è segnata anche da una vicenda straordinaria: colpito da leucemia, è riuscito a sopravvivere grazie a un trapianto di cellule staminali arrivate da un neonato spagnolo. Dopo la malattia, il suo diario di esperienza si intreccia con il lavoro sul campo e con la presenza dei lupi, trasformando la ricerca sul campo in una riflessione sulla fragilità e sulla resilienza.
Il film segue questo doppio percorso: la rinascita di Erik e il ritorno del lupo sulle Alpi. Sostenuto in fase di sviluppo da Piemonte Film Commission, Montura e Assicuraci del Gruppo Gastaldi, il documentario è stato girato tra le Alpi Marittime, la Riserva naturale della Valle Belbo e il territorio di Viola, nel Cuneese.
Per il regista Alessandro Ingaria si tratta di un ulteriore tassello all'interno di una ricerca artistica sul rapporto tra memoria e paesaggio. Il 2026 rappresenta un anno importante per la sua carriera: il suo esordio nella fiction, il cortometraggio "Il senso della terra", a settembre sarà infatti presentato in anteprima mondiale alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
















