/ Al Direttore

Che tempo fa

Al Direttore | 12 agosto 2026, 17:00

Furti di biciclette all’ospedale di Cuneo, la rabbia di un dipendente: “Segnalazioni ignorate e una realtà che resta senza soluzione”

Marco Mandrile, dipendente dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, racconta la sua esperienza e denuncia una situazione che, secondo la sua testimonianza, si trascina da anni

Furti di biciclette all’ospedale di Cuneo, la rabbia di un dipendente: “Segnalazioni ignorate e una realtà che resta senza soluzione”

Rabbia, frustrazione e un senso di impotenza. Sono questi i sentimenti che accompagnano la lettera di Marco Mandrile, dipendente dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, dopo il furto della propria bicicletta, sottratta mentre era parcheggiata nell’area destinata ai mezzi a due ruote all’interno dell’ospedale.

Un episodio che, secondo il dipendente, non sarebbe affatto isolato. La vicenda si inserisce infatti in una situazione che, a suo dire, si trascina da anni e che ha coinvolto diversi lavoratori. Mandrile racconta di essersi rivolto, insieme ad altri colleghi, all’Urp e alla direzione aziendale, chiedendo interventi per aumentare la sicurezza dell’area, senza però ottenere finora risposte risolutive.

Sono amareggiato - spiega Mandrile - la situazione è tragica”. Il giorno del furto, racconta, sarebbero state diverse le biciclette e i monopattini sottratti, tanto che anche all’interno del posto di polizia dell’ospedale si sarebbe formata nel tempo una casistica ormai ricorrente.

Dopo il furto, Mandrile ha presentato denuncia ai Carabinieri scoprendo di non essere il solo. Ma più della perdita materiale della bicicletta, a pesare è la sensazione che le segnalazioni non abbiano prodotto cambiamenti concreti.

Tra le proposte avanzate dai dipendenti ci sarebbero l'installazione di ulteriori telecamere e la realizzazione di uno spazio chiuso per biciclette e monopattini, accessibile esclusivamente attraverso badge, sul modello di quanto già avviene per altre aree dell'ospedale. Soluzioni che, secondo quanto riferito da Mandrile, non sarebbero state realizzate.

La sua scelta di rendere pubblica la vicenda nasce dunque dalla volontà di dare voce a una frustrazione condivisa con altri colleghi e di richiamare l'attenzione sulla sicurezza dei mezzi utilizzati quotidianamente da chi lavora all'interno della struttura.

Non è una rivendicazione personale, ma uno sfogo per una situazione che ritengo meriti attenzione” spiega.

E proprio attraverso una lettera ha scelto di raccontare l'accaduto in modo figurato con un sogno il cui risveglio è deludente.

Un giorno ho sognato.

Ho sognato una città aperta, libera, green, con visione sul futuro.

Ho sognato un luogo in cui la parola mobilità sostenibile, green economy, sicurezza e coscienza ambientale fossero non solo belle parole, ma uno scopo da perseguire e tutelare.

Ho sognato di potermi recare all'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo con la mia bicicletta al quale sono affezionato, ogni giorno, per lavorare onestamente.

Ho sognato di poter avere fiducia, di essere al sicuro, tutelato.

Ho sognato una direzione di questa grande azienda, lungimirante e attenta a quello che succede entro i propri confini, anche a tutela di chi ogni giorno partecipa alla sua attività.

Ho sognato una direzione dell'azienda ospedaliera più presente riguardo alle innumerevoli segnalazioni e proposte riguardo ai problemi di sicurezza dei mezzi di trasporto di utenti e dipendenti, almeno attenta quanto agli zeri.

Ho sognato di essere gratificato per il servizio che svolgo a tutela di tutta la popolazione, mettendomi a disposizione di tutti secondo la mia professionalità. Forse anche di chi non meriterebbe.

Ho sognato Direttore, ho sognato, ma purtroppo mi sono svegliato.

E quando mi sono svegliato la mia bicicletta non c'era più, insieme a moltissime altre.

Mi sono svegliato ed ho trovato la mia colpa, andare a lavorare, con fiducia e piacere sulla mia bicicletta, troppo "nuova" per poter essere normalmente incatenata nel parcheggio delle biciclette dell'ospedale.

Mi sono svegliato ed ho realizzato di essere solo un ingenuo sognatore.

Che brutto svegliarsi così.”

Una denuncia affidata alle parole, dopo quella presentata alle forze dell'ordine e alle numerose segnalazioni interne. Mandrile ricorda inoltre come anche gli addetti alla sicurezza interna abbiano evidenziato criticità nell'area.

Ora resta la richiesta di una risposta concreta. Perché, al di là della singola bicicletta, la questione sollevata riguarda la sicurezza di un'area utilizzata ogni giorno da lavoratori e utenti e la possibilità di garantire maggiore tutela a chi sceglie di raggiungere l'ospedale con mezzi sostenibili.

Sara Aschero

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium