Bollette elettriche sempre più pesanti, carburanti in forte aumento e costi di produzione che tornano a mettere sotto pressione le imprese. Per il tessuto produttivo cuneese il tema dell'energia è ormai una questione di competitività, prima ancora che di sostenibilità. E la risposta, secondo Confapi Cuneo, non può limitarsi a interventi temporanei destinati semplicemente ad attenuare l'emergenza.
A indicare la strada è Massimo Marengo, presidente di Confapi Cuneo e referente nazionale dell'associazione per l'energia. Confapi, realtà che rappresenta e tutela le piccole e medie imprese, è da tempo impegnata sul fronte dell'efficientamento energetico e dell'accompagnamento delle aziende verso nuovi modelli di produzione e consumo dell'energia.
"Le piccole e medie imprese si trovano in questo ultimo anno, anche in relazione agli eventi internazionali, ad affrontare un forte aumento delle bollette elettriche e, più recentemente, un forte aumento dei carburanti. Come Confapi interveniamo sulle proposte a livello nazionale, anche attraverso i nostri organi a Roma e con il mio ruolo di referente nazionale per l'energia, per cercare di ottenere vantaggi e mitigazioni per le imprese".
Ma sul territorio la situazione non è uguale per tutti. A fare la differenza, secondo Marengo, sono soprattutto le scelte compiute dalle aziende negli ultimi anni. Chi ha investito nell'autoproduzione e nell'efficientamento oggi dispone di strumenti per contenere l'impatto dei rincari; chi è rimasto fermo deve invece fare i conti con costi crescenti.
"Come gruppo Energia abbiamo sempre spinto le imprese a fare attività di efficientamento energetico e di autoproduzione con il fotovoltaico e la cogenerazione, cercando di spiegare quale fosse il futuro. Questo futuro è venuto a bussare alla porta con il rincaro forte dei carburanti. Per chi ha già fatto autoproduzione ed elettrificato le flotte dei mezzi, i costi si sono abbassati in maniera significativa. Chi non ha fatto nulla oggi si trova in una situazione di difficoltà".

È proprio qui che, per Confapi Cuneo, si gioca la partita decisiva. Non tanto sulla ricerca dell'ennesimo intervento tampone, quanto sulla capacità di accompagnare le imprese verso un'autonomia energetica sempre maggiore. L'associazione chiede quindi al Governo misure che favoriscano investimenti destinati a produrre effetti nel tempo.
"Non siamo tanto d'accordo con gli interventi non strutturali, quelli che vanno a mitigare un problema ma non lo risolvono. Siamo favorevoli a realizzare, spingere e anche sovvenzionare con aiuti pubblici interventi che consentano di risolvere strutturalmente il problema dell'energia".
La ricetta indicata da Marengo parte da tecnologie ormai sempre più accessibili: pannelli fotovoltaici, infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e soprattutto sistemi di accumulo. È quest'ultimo, in particolare, uno degli strumenti che può cambiare il modo in cui le imprese utilizzano l'energia prodotta autonomamente.
""Il Governo dovrebbe supportare la piccola e media impresa per mettere i pannelli fotovoltaici, installare le ricariche per le auto elettriche e soprattutto le batterie, che sono la novità del momento. I sistemi di accumulo permettono di prolungare la fascia di utilizzo dell'energia solare: si produce durante il giorno, si accumula e poi la si può utilizzare successivamente, ad esempio per ricaricare di notte un'auto o un mezzo elettrico con l'energia prodotta durante il giorno. È questo il tipo di intervento che può contribuire davvero all'abbattimento dei costi".
Una trasformazione che riguarda direttamente anche la mobilità aziendale. L'elettrificazione delle flotte, se accompagnata dall'autoproduzione, può infatti diventare non soltanto una scelta legata alla transizione energetica, ma una vera opportunità economica.
È questo uno dei punti sui quali Confapi Cuneo insiste nel rapporto con le imprese associate: investire oggi per ridurre strutturalmente i costi di domani.
""Verso i nostri associati non possiamo fare altro che dire: cercate di investire in modo positivo. Noi cerchiamo di fare proposte al Governo che vadano a incidere sull'abbattimento dei costi delle imprese, ma è necessario che le aziende facciano uno step in avanti".

E proprio dagli investimenti arriva la lettura più ottimistica del futuro. Per Marengo, infatti, il problema energetico può essere affrontato perché le tecnologie e le risorse necessarie esistono già. L'Italia, pur disponendo di poche fonti fossili, può contare su sole, vento e acqua.
"L'ottimismo è legato al fatto che le soluzioni ci sono. Si sente parlare molto dell'abbattimento dei costi e dell'abbandono delle fonti fossili. Questo è un fattore determinante non soltanto per il green, ma soprattutto per l'economia. Come Italia non abbiamo grandi fonti fossili, abbiamo però il sole, il vento e l'acqua. Dobbiamo puntare a realizzare impianti per produrre energia attraverso queste fonti, accumularla e utilizzarla per eliminare progressivamente tutto quello che è fossile, dalle pompe di calore ai mezzi elettrici".
Il passaggio, dunque, è prima di tutto economico. Produrre autonomamente l'energia necessaria significa ridurre l'esposizione delle aziende alle oscillazioni dei mercati internazionali e, allo stesso tempo, rendere più competitivi i processi produttivi.
"Il mezzo elettrico non è tanto il fatto che sia green: quando viene ricaricato con energia che ci autoproduciamo, i costi si abbattono enormemente. È lì il vero valore aggiunto".
La sfida, a questo punto, è soprattutto quella dei tempi. Il rischio, secondo il presidente di Confapi Cuneo, è che la prudenza degli imprenditori finisca per rallentare una trasformazione che appare ormai inevitabile.
"Noi italiani, e comunque anche nella provincia di Cuneo, abbiamo sempre un po' l'atteggiamento attendista. L'auspicio è che gli imprenditori facciano uno step in avanti verso le nuove tecnologie, che hanno quella piccola dose di novità e quindi di incertezza, ma ormai è chiaro che la strada è quella. Le soluzioni ci sono e cerchiamo di essere ottimisti. Il problema è la scala dei tempi: dobbiamo accelerare questo processo per sganciarci dalle fonti fossili".
Per le imprese cuneesi, quindi, la transizione energetica non è più una prospettiva lontana, ma una scelta che può incidere già oggi sulla capacità di sostenere i costi e mantenere competitività. La sfida indicata da Confapi è trasformare l'emergenza del caro energia in un'accelerazione verso un sistema produttivo più efficiente, autonomo e meno esposto alle fonti fossili.
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