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Attualità | 10 settembre 2026, 06:02

Alba, al Mudet arriva la “stanza del bosco”: il Museo del Tartufo rinnova il percorso verso la Fiera

A settembre nuove integrazioni nelle vetrine e nei pannelli, mentre il 20 si chiude “Trifolao in bianco e nero” di Bruno Murialdo. In autunno interventi su bookshop, sito, accessibilità e sensorialità

L'inaugurazione della mostra fotografica di Bruno Murialdo: sarà visitabile fino al 20 settembre

L'inaugurazione della mostra fotografica di Bruno Murialdo: sarà visitabile fino al 20 settembre

Dal bosco raccontato nelle fotografie dei trifolao degli anni Sessanta e Settanta a un bosco che entra fisicamente nel percorso museale. Il Mudet – Museo del Tartufo di Alba si avvicina alla stagione della Fiera con una nuova fase di interventi sugli allestimenti e sull’esperienza di visita, il più evidente dei quali sarà la realizzazione della “stanza del bosco”.

Il nuovo allestimento immersivo rientra, insieme ad altri adattamenti, negli interventi realizzati dal Comune di Alba con fondi del progetto CRC. L’obiettivo è rafforzare all’interno del museo la presenza dell’ambiente naturale nel quale nasce il tartufo, affiancando al patrimonio di informazioni già presente nel percorso una dimensione maggiormente esperienziale.

Nel corso di settembre sono previste anche integrazioni nelle vetrine e nuovi pannelli, piccoli interventi che accompagneranno il Mudet verso il periodo di maggiore afflusso legato alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Il mese segnerà contemporaneamente la conclusione di un progetto che ha accompagnato il museo dalla primavera. Fino al 20 settembre resta infatti visitabile “Trifolao in bianco e nero”, la mostra fotografica di Bruno Murialdo, promossa dal Centro Nazionale Studi Tartufo insieme all’assessorato alla Cultura e Turismo della Città di Alba.

Inaugurata in corrispondenza di Vinum, l’esposizione ha riportato al Mudet immagini dei cercatori di tartufi degli anni Sessanta e Settanta, entrando in quella stagione nella quale il lavoro dei trifolao contribuiva anche alla costruzione, fuori dai confini italiani, del mito del Tuber magnatum Picco. Un racconto affidato alle fotografie e destinato ora a lasciare spazio a una nuova fase del percorso museale.

Gli interventi non termineranno però con l’avvio della Fiera. Durante l’autunno il lavoro si sposterà su altri quattro fronti: bookshop, sito internet, accessibilità e sensorialità. In questo caso le risorse arrivano dai finanziamenti ottenuti dal Centro Nazionale Studi Tartufo attraverso il bando musei della Regione Piemonte e il bando della Fondazione CRT.

I due progetti prevedono anche cofinanziamento o prestazioni da parte dello stesso Centro Studi, che parteciperà quindi direttamente alla realizzazione degli interventi.

È un ulteriore passaggio nel percorso intrapreso dal Mudet negli ultimi mesi. In primavera il museo aveva rafforzato la collaborazione con il Museo civico Federico Eusebio, sperimentato un biglietto collegato a Vinum e lavorato sulla formazione e sulla didattica; successivamente era stata costruita l’offerta per la stagione della Fiera, con analisi sensoriali e percorsi capaci di abbinare la visita guidata all’esperienza diretta del tartufo.

Ora a cambiare è anche il museo stesso. La nuova “stanza del bosco”, le integrazioni del percorso e gli interventi programmati per l’autunno seguono una direzione comune: affiancare al racconto del tartufo strumenti diversi per avvicinare il visitatore al suo ambiente, alla sua cultura e alla dimensione sensoriale che lo caratterizza.

d.v.

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