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Attualità | 17 settembre 2026, 06:02

Lungotanaro, volontari e operatori Caritas ripuliscono l'area ad Alba: "Lavorare insieme significa anche sporcarsi le mani"

L'intervento dopo giorni di richieste e confronti. Il direttore Don Domenico Degiorgis richiama alla necessità di una responsabilità condivisa, mentre sulla Caritas pesa un afflusso superiore agli anni scorsi. Almeno una dozzina gli stagionali che dormono lungo il fiume

L'opera dei volontari della Caritas albese lungo il Tanaro

L'opera dei volontari della Caritas albese lungo il Tanaro

Questa volta, oltre all'accoglienza, ai pasti e ai posti letto, sono arrivati anche sacchi e pulizia. Operatori e volontari della Caritas albese sono intervenuti nell'area del Lungotanaro dove alcune persone dormono all'aperto, ripulendo gli spazi dopo giorni nei quali, riferisce il direttore don Domenico Degiorgis, le richieste di un intervento non avevano prodotto risposte significative.

Un gesto concreto che arriva in una fase particolarmente impegnativa per la Caritas. Con la vendemmia in corso, i servizi stanno registrando una pressione superiore a quella degli anni precedenti: un dato emerso anche nella IV Commissione consiliare di martedì 15 settembre, quando l'assessora alle Politiche sociali Donatella Croce, riferendo quanto discusso al Tavolo inclusione, ha parlato di un afflusso molto maggiore segnalato dalla stessa Caritas e dai suoi collaboratori.

È dentro questo quadro che va letto l'intervento sul Lungotanaro. Degiorgis non nasconde l'insofferenza per un ulteriore compito assunto da una struttura già fortemente impegnata, ma riporta il punto alle persone che continuano a trovarsi in una situazione di precarietà.

"Abbiamo tanti ospiti e molte situazioni da gestire. Ma alla Caritas stanno a cuore le persone, anche quelle che non possiamo ospitare. Visto che non abbiamo ricevuto risposte significative alle nostre richieste di aiuto e che queste persone non possono aspettare all'infinito, operatori e volontari sono andati a pulire l'area del Lungotanaro", spiega don Domenico.

La questione, riferisce il direttore, era stata posta almeno una decina di giorni prima. Nel frattempo, sabato il Comune ha collocato alcuni bidoni nell'area. Una misura che non ha però eliminato la necessità di un intervento diretto per ripulire gli spazi.

Degiorgis sceglie di non indirizzare il proprio richiamo verso singoli interlocutori, ma pone una questione più generale di condivisione concreta delle responsabilità. "È facile per le istituzioni dire che bisogna lavorare insieme, ma lavorare insieme significa anche sporcarsi le mani. Non possiamo continuare a rimandare gli interventi quando le conseguenze ricadono sugli esseri umani", sottolinea.

Il tema è reso ancora più complesso dalla composizione delle presenze sul Lungotanaro. Non tutte le persone che dormono nell'area sono lavoratori stagionali, come è stato precisato anche durante la IV Commissione. Croce ha riferito che, sulla base dei sopralluoghi effettuati dalla Polizia municipale e dai volontari impegnati nell'accoglienza, una parte definita "abbastanza ristretta" sarebbe riconducibile agli stagionali.

I dati raccolti sul territorio permettono però di quantificare maggiormente questa presenza: sarebbero almeno una dozzina gli stagionali che dormono lungo il Tanaro, circa la metà delle persone presenti nell'area. Altri lavoratori stagionali senza una sistemazione si trovano invece in altre parti della città.

Il fenomeno si inserisce in una vendemmia caratterizzata da numeri particolarmente elevati: a livello complessivo sarebbero circa mille in più i lavoratori stagionali arrivati rispetto allo scorso anno. Un incremento che contribuisce ad aumentare la pressione sulla rete dell'accoglienza, senza però consentire di identificare automaticamente con gli stagionali tutte le persone che oggi vivono situazioni di marginalità ad Alba.

d.v.

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