Il comitato "San Vitale No Cava", affiancato da 16 tra associazioni e privati cittadini, ha notificato ufficialmente alcomune di Busca, alla regione Piemonte, all'Arpa, all'Asl, alla Provincia di Cuneo e alla società proponente il ricorso contro la deliberazione di assenso alla variante urbanistica. Il provvedimento in questione destina quasi 20 giornate piemontesi di terreno fertile alla realizzazione di una nuova cava.
Come spiegano i promotori dell'iniziativa, "il ricorso nasce dalla volontà di tutelare territorio, suolo fertile, salute e qualità della vita dei cittadini, abitazioni e attività agricole e produttive". Dal Comitato sottolineano inoltre la profonda insoddisfazione per la gestione del percorso decisionale: "riteniamo che le proteste, le osservazioni e le proposte della popolazione non siano state adeguatamente considerate, nonostante fossero state espressamente sollecitate dall'allora candidato Sindaco durante un incontro pubblico nella campagna elettorale del 2024".
A supporto dell'azione legale vengono richiamate anche le posizioni assunte dall'amministrazione durante le sedute istituzionali. "Tra gli elementi a sostegno del ricorso vi sono anche le dichiarazioni del Sindaco nel Consiglio comunale del 18 maggio, secondo cui il Comune si troverebbe nella condizione di dover autorizzare la variante perché obbligato a farlo, per evitare un possibile ricorso al TAR e il rischio di dover risarcire il privato"», evidenziano i firmatari.
L'impostazione seguita dalle istituzioni locali viene contestata nel merito e nel metodo. "Riteniamo che una decisione così importante per il futuro del territorio non possa essere condizionata dal timore di un contenzioso, ma debba fondarsi sulla tutela dell'interesse pubblico e su un'attenta valutazione delle conseguenze ambientali, agricole e sociali", precisano dal Comitato, rimarcando l'impatto a lungo termine dell'opera sull'intera comunità.
Gli effetti dell'iniziativa legale e della vicenda urbanistica si estendono ben oltre i confini della singola frazione. "La nostra iniziativa non difende soltanto gli interessi dei firmatari o della frazione di San Vitale, ma l'intero territorio di Busca, anche alla luce della possibilità che vengano presentate ulteriori domande per attività di coltivazione di cava nel territorio comunale», viene evidenziato nel comunicato.
Un ulteriore punto di riflessione riguarda l'impatto finanziario per la collettività. "Il Comune dovrà inoltre difendersi da due ricorsi davanti al Tar, con costi sostenuti attraverso risorse pubbliche e quindi dalla collettività buschese, compresi i cittadini contrari alla cava", ricordano i promotori.
Infine, il Comitato rivolge un appello aperto alla cittadinanza per raccogliere il supporto necessario a proseguire la battaglia legale e amministrativa. «"Ringraziamo quanti ci stanno aiutando e chiediamo il sostegno economico di tutti, nelle forme ritenute più opportune, per affrontare le spese legali, tecniche e organizzative e continuare a difendere il territorio, l'agricoltura e la qualità della vita di San Vitale e dell'intera Busca", concludono il Comitato San Vitale No Cava e i 16 firmatari del ricorso.














