La questione era partita da Fossano, dove Paolo Lingua, capogruppo di Fossano Democratica, aveva sollevato in Consiglio comunale il problema delle risorse che il Comune deve mettere a disposizione per la nuova autopompa dei Vigili del Fuoco volontari. Un tema che è stato raccolto da AVS Cuneo, grazie al lavoro di Fabrizio Biolè.
Da quella domanda la consigliera regionale Giulia Marro ha presentato un'interrogazione alla Giunta, chiedendo di verificare il meccanismo di cofinanziamento e soprattutto gli anticipi richiesti ai Comuni per l'acquisto dei mezzi. L'interrogazione chiedeva inoltre alla Regione di valutare modalità meno onerose, in particolare per gli enti più piccoli.
Nella risposta, l'assessore Marco Gabusi ha ricordato che la Regione ha successivamente aumentato le risorse disponibili, arrivando a finanziare tutte le domande ammesse. Il piano ha previsto contributi fino a 200 mila euro per ciascuna autopompa. "Questa è una scelta importante e va riconosciuta – commenta Marro –. Rimane però un problema nel meccanismo iniziale: i Comuni erano inseriti in una graduatoria nella quale la capacità di mettere più risorse proprie dava anche un vantaggio. Il bando prevedeva infatti un cofinanziamento minimo del 10% e fino a 15 punti aggiuntivi per chi aumentava la propria quota fino al 25%".
C'è poi il tema degli anticipi. Il bando prevede un acconto regionale del 50% alla trasmissione dell'ordine di acquisto e il saldo solo dopo la rendicontazione. Per ottenere quest'ultimo sono richiesti, tra gli altri documenti, fattura quietanzata e mandato di pagamento. Per un contributo regionale di 200 mila euro, quindi, il Comune può trovarsi a dover anticipare temporaneamente fino a 100 mila euro del contributo regionale, oltre alla parte di spesa che rimane a proprio carico.
"È un problema che sento ricorrere spesso parlando con gli amministratori locali – conclude Marro –. L'anticipo dei contributi regionali può rappresentare una difficoltà concreta, soprattutto per i piccoli Comuni. Se la Regione vuole sostenerli davvero, credo che nei prossimi bandi occorra lavorare anche sui tempi e sulle modalità di erogazione, evitando che siano gli enti con meno liquidità a trovarsi maggiormente in difficoltà".


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