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Politica | 18 ottobre 2026, 11:57

Provincia, da Cirio ultima chiamata per l’ “impossibile” lista unitaria

La strada appare difficilmente percorribile per la netta contrarietà di Fratelli d’Italia, anche se Forza Italia e Pd ci sperano ancora. La Lega, astutamente, si è sfilata. Il Patto Civico, sornione, si mostra possibilista ma senza crederci troppo. Resta aperto il tema della rappresentanza di genere

Consiglieri provinciali "in scadenza"

Consiglieri provinciali "in scadenza"

Lunedì 19 ottobre alle 9.45, in Provincia, il presidente Luca Robaldo presenterà alla stampa la sua relazione di fine mandato a conclusione dei suoi “primi” quattro anni da presidente.

Abbiamo, non a caso, detto “primi” perché nelle elezioni del 29 novembre non avrà concorrenti e appare quindi certa sin d’ora la sua rielezione per un ulteriore mandato, sempre che nel corso del quadriennio non si aprano per lui altre strade.

Più complessa la partita del Consiglio provinciale per dirimere la quale, fallite le iniziative di tutti i mediatori finora scesi in campo, si attende un ultimo tentativo del  presidente della Regione e vicepresidente nazionale di Forza Italia, Alberto Cirio.

È un’ipotesi cui credono ancora Forza Italia e Pd, nonostante da Fratelli d’Italia sia stata espressa la contrarietà dai vertici nazionali, in primis dal ministro Guido Crosetto.

La Lega si è sfilata, dopo che gli ultimi tentativi del senatore Giorgio Maria Bergesio sono andati a vuoto. Del resto, la Lega non è più, com’era stato fino a pochi anni fa, il partito di maggioranza relativa nella Granda e quindi la patata bollente resta nelle mani di FdI.

Sia a Forza Italia che al Pd la soluzione farebbe comodo perché toglierebbe ad entrambi le castagne dal fuoco.

Agli azzurri perché vedrebbero riconfermati senza colpo ferire i tre consiglieri uscenti: Massimo Antoniotti, consigliere di Borgomale, Roberto Baldi, sindaco di Bagnolo e Simone Manzone, sindaco di Guarene.

Al Pd, che pure perderebbe un seggio, risolverebbe l’imbarazzo di predisporre una lista in un momento in cui il partito non è nella sua forma più smagliante.

Lo schema unitario resta sempre il solito: 5 consiglieri al centrodestra (3 Forza Italia, uno ciascuno a Fratelli d’Italia e Lega), quattro al Patto Civico, tre a Pd-centrosinistra.

In quest’eventualità – che ad oggi è appesa ad un filo ma che riferiamo perché le diplomazie sono ancora al lavoro - le novità del Consiglio provinciale sarebbero minime.

In più resta aperta la questione della rappresentanza di genere: su 12 consiglieri le donne, secondo la normativa dovrebbero essere almeno tre se non quattro.

Un tema che riguarda soprattutto il centrodestra dove le donne sembrano scarseggiare.

Potrebbe (forse) pensarci la Lega riproponendola Simona Giaccardi, presidente del Consiglio comunale a Fossano o mandando in pista Katia Manassero, consigliere di minoranza a Borgo San Dalmazzo.

Quest’ultima soluzione appare tuttavia complicata visto che il Patto Civico, sempre da Borgo, punta sulla vicesindaco Clelia Imberti.

Il Patto, riproponendo l’uscente Ivana Casale, sindaca di Manta, sembra essere la formazione meglio attrezzata su questo fronte.

Tra i quattro “pattisti”, sicuramente sarebbero inseriti, Silvano Dovetta, sindaco di Venasca e Pietro Danna, consigliere comunale a Monastero Vasco.  

Cederebbe il passo, come ha già lasciato intendere lui stesso, Vincenzo Pellegrino, capogruppo consiliare di Centro per Cuneo.

Il Pd, accanto a Alberto Gatto, sindaco di Alba (o comunque di un amministratore della sua maggioranza) e a Davide Sannazzaro, sindaco di Cavallermaggiore e segretario provinciale del partito, sembra intenzionato a mandare in campo Stefania Dalmasso, sindaca di Piasco.

La perdita di un seggio, rispetto ai quattro precedenti, crea qualche problema al centrosinistra, dal momento che resterebbero fuori (sempre che qualcuno di loro non decida di farlo motu proprio) gli uscenti Stefania D’Ulisse, capogruppo di Cuneo Solidale, e Loris Emanuel, sindaco di Moiola e presidente dell’Unione montana Valle Stura.

Per Fratelli d’Italia – ammesso e non concesso che Cirio riesca a quadrare il cerchio – nell’eventualità della lista unica il posto sarebbe riassegnato a Rocco Pulitanò, consigliere di minoranza a Mondovì e braccio destro del super assessore regionale Paolo Bongioanni.

Tra una settimana o poco più capiremo se il presidente Cirio riuscirà a far sedere tutti attorno ad un tavolo e con quali argomentazioni proverà ad indurli a varare un “governissimo” che, lo ricordiamo, resterà in carica fino al 2030.

Giampaolo Testa

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