Ha destato molto stupore e anche un senso di smarrimento la notizia diffusa nella giornata di ieri dai Carabinieri forestali del nucleo di Mondovì, che hanno denunciato un appartenente al Corpo Volontari Aib (Anti Incendi Boschivi) della Regione Piemonte ritenuto responsabile di ben nove incendi boschivi dolosi appiccati durante la scorsa estate tra il Monregalese e la Valle Pesio.
Un corpo, quello dei volontari dell'antincendio, che vediamo sempre in prima fila nello spegnimento degli incendi. Non il contrario.
Si tratta di volontari, sempre pronti ad intervenire, braccio operativo della Regione su tutto il territorio, risorsa preziosissima.
Ed è proprio il Corpo ad aver deciso di intervenire sulla vicenda, con un comunicato stampa ufficiale che pubblichiamo.
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Il Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte, preso atto degli articoli apparsi sugli organi di stampa locali e del servizio mandato in onda dal telegiornale locale, in relazione alla posizione del sig. T.C., già volontario A.I.B., in ordine a nove incendi boschivi appiccati nell'estate 2026 tra il Monregalese e la Valle Pesio, intende precisare quanto segue.
Il sig. T.C. non è più componente del Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte, avendo rassegnato spontaneamente le proprie dimissioni in data 01 settembre scorso.
Il Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte si dissocia fermamente e condanna senza alcuna ambiguità l'operato del volontario qualora, all'esito degli accertamenti in corso da parte dell'Autorità giudiziaria, dovesse essere accertata la responsabilità dello stesso in ordine alle contestazioni allo stesso sollevate.
L'Associazione si riserva di valutare ogni opportuna iniziativa, in tutte le sedi competenti, volta a tutelare la propria immagine e reputazione, non consentendo in alcun modo che l'eventuale condotta di un singolo soggetto possa offuscare l'impegno, la correttezza e la dedizione dei molti volontari che, ogni giorno, operano a tutela dell'ambiente, del territorio e della sicurezza della collettività, nonché l'attività dell'intero Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte.
Si ribadisce che la responsabilità penale è strettamente personale e che, pertanto, nessun addebito potrà essere legittimamente mosso all'Associazione per fatti che, ove confermati, sarebbero da ricondurre esclusivamente a condotte individuali, in totale contrasto con i valori e i principi che ispirano l'azione del Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte.
Il Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte non intende entrare nel merito della vicenda con ulteriori o diverse dichiarazioni, nel pieno rispetto del lavoro dell'Autorità giudiziaria e del principio di presunzione di innocenza, e auspica che venga al più presto fatta piena chiarezza in ordine ai fatti emersi e contestati al sig. T.C., ex volontario A.I.B.
Il presente comunicato stampa è da intendersi quale unica e definitiva presa di posizione dell'Associazione sulla vicenda, fatti salvi eventuali successivi aggiornamenti che si rendessero necessari a tutela dell'immagine e del buon nome del Corpo Volontari Anti Incendi Boschivi del Piemonte.
Ricordiamo che l'indagato è un 39enne originario di Villanova Mondovì e residente a Peveragno.
Secondo le ricostruzioni, avrebbe sfruttato le elevate temperature e il lungo periodo di siccità per appiccare il fuoco in diverse località nei comuni di Chiusa di Pesio (in località Cavanero e Peschiere), Peveragno (Salto dell'Asino e Valfredda), Villanova Mondovì (Monte Calvario e Rolando) e Pianfei, nei pressi del lago omonimo.
E' indagato per il reato di incendio boschivo doloso ai sensi dell'articolo 423-bis del codice penale, con l'aggravante di aver commesso il fatto violando i doveri inerenti alla prevenzione e alla lotta attiva contro gli incendi. Rischia una condanna da 6 a 10 anni di reclusione.















