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Gusto e Gusti | 26 ottobre 2026, 06:00

Caffè Platti: la rinascita di un salotto torinese

La famiglia Balma in venti giorni realizza il restauro di uno dei locali iconici torinesi. Dalla colazione all’aperitivo, la sfida sarà quella di offrire una qualità e un servizio contraddistinto da un’eccellenza in rigoroso stile sabaudo

Caffè Platti: la rinascita di un salotto torinese

Il sorriso di Laura Santinelli Balma, vera anima dell’operazione che stava presentando, fin da subito ha sintetizzato perfettamente quel che avrebbe detto. Forse nessuno ci avrebbe scommesso, ma l’impresa è riuscita: in venti giorni, lavorando con passione e senza sosta, il Caffè Platti ha riaperto ed è stato restituito alla città. Senza snaturarlo nè alterarne stile e atmosfera, ma piuttosto – come del resto era giusto fare per un caffè torinese che racchiude l’essenza stessa dello spirito sabaudo– tirandolo a lucido e restituendolo al suo antico fascino, sia pure in una prospettiva capace di rispondere alle esigenze di una fruizione inevitabilmente cambiata col passare degli anni. E che il progetto sia ambizioso lo attesta il fatto che il gruppo Villa Cimena Luxury Events non si sia limitato a rilevare la gestione dello storico caffè torinese, ma ne abbia anche acquistato gli stessi muri.   

Una storia da salvaguardare

Il problema posto dal rilancio di Platti significava innanzitutto dover maneggiare con estrema cura oltre un secolo e mezzo storia e di ricordi. Dal 1875 questo angolo di Corso Vittorio Emanuele II ha visto sedersi a questi tavolini statisti come Giovanni Giolitti e Luigi Einaudi, imprenditori come Luigi Lavazza e Giovanni Agnelli, intellettuali come Cesare Pavese e Norberto Bobbio, oltre a numerosi autori dell’allora prestigiosa casa editrice capitanata da Giulio Einaudi.  Per questo il restauro non poteva che seguire, specie al piano terra, un approccio rigorosamente conservativo e mirato a salvaguardare al meglio arredi originali, banconi e affreschi. Salendo al mezzanino, invece, gli ambienti sono stati ripensati in uno stile – inevitabilmente ispirato al mondo sabaudo come ben testimoniano le fotografie di Torino che arredano le pareti – capace di unire eleganza ed essenzialità e pensato soprattutto per fare da sfondo a eventi, pranzi e cene private.

Guardare all’ospitalità in prospettiva industriale

A guidare questa trasformazione c'è l'inconsueto connubio tra la passione per il bello e la precisione organizzativa. Roberto Balma, Presidente del gruppo multinazionale FNA Compressors, affiancato dalla moglie Laura Santinelli Balma, co-fondatrice del ramo dedicato al lusso, ha applicato all'accoglienza il rigore tipico del mondo industriale. Dietro al calore dell'ospitalità c'è una macchina complessa capace di macinare novantamila coperti e oltre un migliaio di eventi l'anno. A tirare le fila della società di gestione è l'Amministratore Delegato Federico Arrichiello, chiamato a coordinare un'organizzazione che conta novanta dipendenti fissi e duecentocinquanta collaboratori. L'obiettivo dichiarato tuttavia non è fare numeri fine a se stessi, ma garantire standard di servizio ad un tempo elevati ed economicamente sostenibili nel tempo.

Qualche assaggio… in attesa di provare la cucina

La vera prova del nove è passata però dalle degustazioni preparate per l'inaugurazione, un assaggio concreto di dove intenda spingersi la cucina guidata dai giovani chef interni al gruppo. E tra le varie mini proposte complessivamente indovinate non sono passate inosservate: le raffinate uova di quaglia al caviale; l'audace abbinamento tra amaretto, foie gras e scaglie d'oro; l’accattivante rosetta di formaggio e pere; mentre sul versante dolce si sono rivelati decisamente gradevoli sia i cannoli alla crema pasticcera sia la tartelletta ai mirtilli. Meno interessante, nell’occasione, la proposta vini: limitata a un unico Alta Langa, purtroppo più valido sul piano del nome di grido che dell’eccellenza effettiva. Ma si sa: i luoghi del gusto vanno frequentati nella quotidianità. E, visto che Platti sarà aperto sette giorni su sette per 365 giorni l’anno, non avrò difficoltà a tornare per raccontarvi poi un aperitivo o, perché no, un pranzo. Vini compresi ovviamente.

Sito web: www.platti1875.com                                                                                           

Piergiuseppe Bernardi

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