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Politica | 30 ottobre 2026, 13:09

Lotta al caporalato, Azione appoggia la proposta di don Degiorgis: "Chi non rispetta i lavoratori sia escluso da Vinum"

I vertici provinciali e albesi del partito sostengono l'iniziativa della Caritas di Alba dopo il corteo del 24 ottobre

I vertici di Azione col direttore della Caritas albese don Domenico Degiorgis

I vertici di Azione col direttore della Caritas albese don Domenico Degiorgis

Accoglie con convinzione la proposta "No candidum, no Vinum" lanciata da don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas di Alba, il partito Azione, schierandosi al fianco dell'iniziativa presentata durante il corteo contro il caporalato di sabato 24 ottobre 2026.

La proposta mira a individuare, tramite un ente qualificato, requisiti minimi e verificabili di eticità e legalità per le imprese vitivinicole, ponendoli come condizione vincolante per l'accesso alla vetrina di Vinum. Un passo ulteriore rispetto al disciplinare di qualificazione etico-legale ad adesione volontaria previsto dal protocollo dello scorso 14 luglio, al quale – secondo quanto riferito dal direttore della Caritas – nessuna cooperativa ha finora aderito.

«Esprimiamo il nostro pieno sostegno a don Domenico Degiorgis, che con coraggio e determinazione continua a battersi per la dignità e i diritti dei lavoratori – dichiara Bianca Mascolo, vicesegretaria cittadina e responsabile welfare e diritti di Azione Alba –. Condividiamo la sua proposta di escludere da Vinum chi non rispetta i diritti dei lavoratori. Le intimidazioni ricevute nei mesi scorsi ci dicono quanto sia necessario non lasciare sola la Caritas: il peso dell’accoglienza non può ricadere solo sui volontari, serve una regia pubblica su accoglienza, alloggi e trasporti».

Sulla stessa linea d'onda intervengono il segretario provinciale di Azione Cuneo Giacomo Prandi e il segretario cittadino di Azione Alba Massimo Giachino: «Le Langhe e il Roero sono un patrimonio dell’umanità: non possiamo accettare che la qualità dei nostri vini conviva con lo sfruttamento. L’esperienza del disciplinare volontario dimostra che gli appelli non bastano: servono regole chiare, controlli efficaci e conseguenze concrete. La proposta di don Degiorgis premia le tante aziende serie che rispettano i lavoratori e subiscono la concorrenza sleale. Chiediamo all’amministrazione comunale e agli organizzatori di Vinum di aprire subito un tavolo con Caritas, associazioni di categoria, consorzi e sindacati per definire i criteri prima della prossima edizione».

Azione rilancia infine chiedendo una revisione complessiva dei sistemi di verifica per l'intera filiera agricola, basata sulla piena applicazione della legge 199/2016 contro il caporalato e sul rafforzamento dei controlli nei periodi di vendemmia, evitando che i disciplinari privati si riducano a meri bollini a pagamento.

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