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Attualità | lunedì 27 giugno 2011, 11:07

Sole caldo e cielo terso hanno accolto i sindaci accorsi al Sella per il 150° della prima ascesa sul Viso

L’inno di Mameli intonato ai 2.640 metri e la firma del manifesto “Da 150 anni saliamo sul Monviso per guardare lontano” i momenti più emozionanti della giornata

I sindaci saliti al "Quintino Sella" cantano l'Inno di Mameli di fronte al rifugio (foto Giorgio Enria)

Un sole caldo e un cielo incredibilmente terso quali soltanto l’alta montagna sa regalare, ha fatto da cornice, ieri, alla giornata organizzata dal Cai – ai 2.640 metri del rifugio Quintino Sella, gestito con il “sapere della montagna” dalla famiglia Tranchero - per ricordare e celebrare i 150 anni dalla prima ascesa sul Monviso, avvenuta il 30 agosto 1861 ed effettuata da William Mathews, Frederick Jacomb, Jean Baptiste Croz Michel Croz.

Una cinquantina soltanto – ma era forse impensabile immaginarne di più – i primi cittadini che a piedi o con l’ausilio dell’elitaxi a disposizione presso la stazione d’arrivo della seggiovia di Crissolo hanno raggiunto i piedi della piramide del Re di Pietra: fra di essi il presidente della Comunità Montana e sindaco di Crissolo Aldo Perotti, l’assessore provinciale all’ambiente e sindaco di Barge Luca Colombatto ed il consigliere regionale Mino Taricco.

Dopo il rendez vous sul pianoro antistante il rifugio, dove i sindaci (e le circa 250 persone presenti) hanno intonato l’Inno di Mameli, sono iniziati i discorsi ufficiali, che il cerimoniale della Festa aveva suddiviso in tre gruppi.

Nel primo gruppo hanno preso la parola il vicepresidente del Cai Nazionale Ettore Borsetti, il presidente del Cai di Saluzzo Carlo Gagliardone ed il segretario dell’Alpine Club (omonimo del Cai) d’Inghilterra, mister John Town, che ha portato il suo saluto in italiano ed ha poi continuato il suo intervento in lingua madre.

Nel secondo gruppo di oratori erano iscritti a parlare il sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco da dove era partita la comitiva che avrebbe poi centrato con successo la “prima” sul Viso, il sindaco di Oncino Piero Abburà che – indicato come “proprietario” della montagna - ha specificato che quella del Monviso è una sorta di multiproprietà ed il sindaco di Paesana Mario Anselmo (a Paesana era scesa la cordata di Frederick e Jacomb) che ha messo l’accento su quanto si parli quotidianamente della e di quanto poco invece si faccia per essa.

Nel terzo gruppo hanno portato i loro saluti il sindaco di Saluzzo Paolo Allemano, il già citato Luca Colombatto, l’assessore del Comune di Saluzzo Fulvia Artusio e nome dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia ed infine Aldo Perotti (un cognome che ha scritto la storia del Monviso) che ha ricordato come lui e la sua famiglia fossero stati i gestori del Quintino Sella sino agli anni Settanta.

Subito dopo ciascun sindaco ha sottoscritto il manifesto “Da 150 anni saliamo sul Monviso per guardare lontano”, che si proponeva di abbracciare idealmente il Piemonte di Silvio Pellico, l'Italia di Quintino Sella, l'Europa dei Matthews e il mondo intero, simboleggiato da un bambino nepalese del villaggio di Nunthala, alle pendici dell'Everest, dove il Soccorso Alpino Piemontese ha realizzato un ospedale e una centralina idroelettrica.

Il concerto degli Yo Yo Mundi – il cui ultimo lavoro, intitolato “Munfrà”, raccoglie una serie di canzoni in dialetto ma in forma che travalica l'aspetto territoriale e realizzato in collaborazione con la Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo – ha concluso la giornata, che è stata ripresa dalle telecamere di Rai 3.

Walter Alberto

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