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Politica | 12 novembre 2012, 14:28

Grillo caccia in malo modo il consigliere regionale Biolè dal “suo” MoVimento 5 Stelle

Biolè avendo ricoperto incarichi pubblici a Gaiola, sarebbe stato incandidabile alla Regione: questa la motivazione ufficiale. Ma è probabile che il 36enne paghi qualche critica pubblica al Movimento

Fabrizio Biolè

Fabrizio Biolè

Cacciato. Espulso. Per decisione del preside. E con una comunicazione che – nei toni - ricorda un po’ la cacciata da un college. E’ la “fine” toccata in sorte al 36enne battagliero consigliere regionale Fabrizio Beolè, risultato eletto 2 anni fa proprio nella nostra provincia. Per lui porte chiuse per il MoVimento 5 stelle, con annesso divieto  di poter utilizzare in abbinata alla propria persona marchio e loco del movimento.

La decisione dell’estromissione – un vero e proprio tornado negli ambianti della politica nostrana – è stata assunta dal leader storico, carismatico e ultimamente parecchio decisionista del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo ed è stata comunicata a Biolè dal legale del comico-politico genovese Michelangelo Montefusco.

Biolè sarebbe stato incandidabile alle ultime “Regionali” stante i suoi precedenti incarichi pubblici a Gaiola. Questo il motivo ufficiale, ma da qualche parte si adombra che Biolè pagherebbe le critiche di recente mosse al MoVimento 5 Stelle e – di conseguenza – al suo padre-padrone.

 

Secondo il solitamente bene informato www.lospiffero.com, l’esponente cuneese pagherebbe invece il conflitto perenne con il capogruppo a Palazzo Lascaris Davide Bono, ma soprattutto quella presa di distanza dalla battuta di Grillo sul punto G televisivo: in quell'occasione si schierarono in difesa del comico genovese le stesse donne del Movimento in Piemonte, capitanate dalla consigliera comunale di Torino Chiara Appendino.

 Una scelta, quella del leader – scrive lo spiffero - che piomba come un fulmine dal cielo già piuttosto plumbeo dei grillini piemontesi e che dimostra ancora una volta il grado di democrazia interno alla “Scientology” nostrana, per utilizzare un'espressione di un'altra amministratrice eretica, come la bolognese Federica Salsi. E in rete, mentre i notabili si schierano dopo qualche indugio al fianco di Grillo, nella base si scatenano le reazioni. Piero Rota, sul profilo Facebook di Biolè, listato a lutto in seguito alla notizia della sua espulsione, sentenzia “Federica Salsi, Fabrizio Biolé e poi chi altri, dimentico qualcuno? ok! vorrà dire che sarà l’ennesimo partito, altro che MoVimento. DELUSIONE!” con tanto di emoticon sconfortato.  Alberto Tosetto afferma: “Il sottoscritto, essendo un elettore che ha votato m5s, da tempo a conoscenza della situazione, desidererebbe che il suo dipendente non si dimettesse dalla carica per cui è stato eletto. Cordiali saluti”. Tra i commenti anche quello di Federico Faenza che getta sale nella ferita aperta: “La situazione era ben nota sia da Grillo che dai sostenitori all'epoca della sua candidatura. L'espulsione attuale è probabilmente solo perché ha avuto parole gentili per la Salsi”.

 «Intendo tutelarmi da un punto di vista legale - prosegue Biolè in una breve conversazione con il nostro giornale, conclude lo spiffero  -. Vorrei capire se tutto ciò sia possibile. Una cosa è certa gli impegni sottoscritti con gli elettori, a partire dall'indennità massima di 2.500 euro più le spese rimangono». Nessuna decisione ancora per quanto riguarda il gruppo in Consiglio regionale: “Sto cercando di capire assieme all'ufficio di presidenza che cosa fare, cosa prevede la legge” chiude Biolè, che per ora ammette di aver ricevuto molte telefonate di solidarietà da parte della base, ma nessun contatto con gli eletti in Regione e al Comune di Torino.

W.A.

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