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Attualità | giovedì 21 agosto 2014, 08:30

Zorgniotti risponde all'articolo riguardante le multe in base al reddito

Multe progressive in funzione del reddito? Sì, perché l'agire di molte Amministrazioni locali le ha oramai elevate al rango di tassa vera e propria!

Egregio Direttore,

desidero anzitutto congratularmi con il Suo Quotidiano per avere sollevato localmente la questione di rilevanza sì nazionale ma anche strettamente locale, vale a dire la gestione delle politiche sanzionatorie secondo criteri di buon senso e di equità sociale. La necessità, ovvero l'opportunità di stabilire criteri di progressività sanzionatoria in ragione del reddito del cittadino sanzionato è all'esame, da quel che mi risulta, del dicastero alle Infrastrutture e ai Trasporti guidato da Maurizio Lupi, ministro competente a introdurre le corrispondenti modifiche al Codice della Strada.La ratio centrale è questa: meglio conformare tasse e sanzioni alla capacità contributiva del cittadino, perché altrimenti la prospettiva è quella di creare una massa enorme e crescente di insoluti, e non c'è Equitalia o Gec che tenga.

Se il cittadino, il padre di famiglia o pendolare non li ha (i soldi), non esiste alcuna minaccia legale che possa riscuotere coattivamente le somme contestate e maggiorate di aggi spropositati.

Chi scrive ha avuto modo di occuparsi della vicenda del debito strutturale dell'Unione del Fossanese: un Ente il cui bilancio è andato sostanzialmente in passivo in quanto - a fronte di cittadini di nazionalità straniera che a un certo punto di rendevano irreperibili - i soliti malcapitati italiani, nella fase pre crisi sempre ligi a pagare multe comminate in maniera anche assai discutibili (secondo principi non tanto di sicurezza stradale quanto di pura e semplice cassa), a un certo punto hanno dovuto scegliere se fare la spesa o pagare la multa. E hanno scelto, per molti versi giustamente, la prima ipotesi.

Chi legge i miei articoli conosce le mie battaglie storiche, a volte anche scomode, contro gli "Enti multifici", e non intendo in questa sede entrare nello specifico per non dare spazio a polemiche fuori tema.

Mi limito semplicemente a sostenere la causa di quanti ritengono che le multe debbano rispondere a criteri costituzionali di progressività reddituale, e ciò per un motivo assai semplice: la prassi di tante Amministrazioni locali le ha trasformate in una vera e propria tassa che, ove applicata in maniera lineare, colpisce in maniera inumana le fasce più deboli e determina delle necessarie aree di insolvenza.Non solo: dal momento che molto spesso, anche a fronte di multe comminate in maniera automatica e insensibili a ogni motivazione di buona fede del sanzionato, quest'ultimo tende a non presentare alcun ricorso per via dell'obbligo a versare un contributo unificato spesso pari all'importo ingiunto, ho immaginato una proposta nella quale vorrei coinvolgere anche i movimenti e le associazioni dei consumatori: proporre e far partire dalla provincia di Cuneo una proposta al ministro Lupi affinché, nel caso in cui sia una Associazione di consumatori riconosciuta a ravvisare con una propria dichiarazione elementi di buona fede del cittadino sanzionato, quest'ultimo possa presentare ricorso per l'annullamento del verbale sanzionatorio senza dover versare alcun contributo unificato.

Perché, come ripeto, i contraccolpi per le casse pubbliche esistono già ora, e le insolvenze sono destinate ad aumentare sempre di più. Prendiamo il solo caso di cittadini sorpresi a guidare con la copertura assicurativa Rc auto scaduta: non parlo del caso di contrassegni contraffatti, rispetto a cui occorre adoperare la massima intransigenza, ma della circostanza in cui cittadini, lavoratori di norma incensurati e sempre più italiani non sono più in condizione di pagare l'assicurazione.

La multa è formalmente un atto dovuto, ma altrettanto dovuto da parte del Ministero dei trasporti sarebbe impedire che ogni anno il premio assicurativo aumenti anche a carico di chi mai ha provocato incidenti.

I Comuni diranno: ma noi abbiamo competenza solo a multare; per carità, non lo metto in dubbio, ma la crisi deve aguzzare l'ingegno, non solo il verbale.

Molte Municipalità, fra cui per esempio Bra che è il Comune in cui abito, hanno da tempo lanciato la Family Card: perché non inserire nella stessa anche i premi assicurativi affinché possano essere scontati secondo criteri di premialità in attesa che a Roma alcuni si accorgano che le leggi Prodi-Bersani-Visco hanno da
tempo lanciato la Family Card: perché non inserire nella stessa anche i premi
assicurativi affinché possano essere scontati secondo criteri di premialità in
attesa che a Roma alcuni si accorgano che le leggi Prodi-Bersani-Visco hanno
sempre e solo determinato aumenti sui poveri Cristi?

A. Zorgniotti

In riferimento : http://www.targatocn.it/2014/08/20/leggi-notizia/argomenti/cuneo-e-valli/articolo/sanzioni-delle-multe-in-base-al-reddito-pro-o-contro-per-il-nostro-paese.html

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