Buon giorno direttore,
domenica scorsa, nell'ambito del 261 capitolo dell'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei vini d'Alba, nella splendida cornice delle Langhe, al castello Grinzane Cavour, sono stata nominata Cavaliere.
E' per me motivo di grande soddisfazione, segno che ciò che in questo percorso ho seminato, in qualche modo, ha trovato una collocazione d'ideale concetto. E questo che ho esternato, ad alcuni membri dell'Ordine, in forma del tutto conviviale, durante la giornata, spiegando il mio concetto di "fare cultura del cibo" e alcune novità nella "vision" della mia Scuola con la bozza di un nuovo concept.Ma non è di me che vorrei parlare, bensì di una figura che è stata il Gran Maestro fondatore dell'Ordine dei Cavalieri del Tartufo: Luciano Degiacomi, che ha avuto un'idea felice a cui sono susseguite tante altre. Sto leggendo su di lui cose affascinanti, persona rara, inconfondibile pare anche nell'aspetto con un tabarro ottocentesco e una voce tonante.Uomo geniale, ricco di intuizioni, uno che sapeva guardare oltre, concreto e tenace, un uomo che dava forma ai sogni. E questa cosa si respira, ancor oggi, all'interno delle mura del Castello di Grinzane e tra i membri del Consiglio Reggitore e i Cavalieri dell'Ordine. E questa è un' iniezione d'adrenalina, per me alla ricerca, quotidiana, di segni più "alti" da qualunque parte essi provengano.Grazie al Gran Maestro Bianca Vetrino Nicola e al Consiglio Reggitore per avermi accolta. Oggi, senza retorica, posso dire che il mio essere piemontese si risveglia sopratutto tra le pagine ed i piatti della storia della gastronomia piemontese e dei suoi prodotti enogastronomici. Qualcosa che oltre al sapore e alla piacevolezza del palato, racconta un passato di gran respiro tra colline, monti, pianure ed i laghi piemunteis.Wilma Zanelli















