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Attualità | 12 dicembre 2018, 13:18

Addio Gigi Rosso: le Langhe piangono la scomparsa di un altro patriarca del vino

Il produttore di Castiglione Falletto si è spento nella sua casa di Alba a pochi giorni dall’87° compleanno

Gigi Rosso, produttore tra i più noti delle Langhe, in un'immagine pubblicata sulla pagina Facebook della sua cantina

Gigi Rosso, produttore tra i più noti delle Langhe, in un'immagine pubblicata sulla pagina Facebook della sua cantina

L’anno che per il mondo del vino di Langhe e Roero si era aperto con la scomparsa di uno dei suoi patriarchi, il neivese Bruno Giacosa, si chiude con la dolorosa perdita di un altro dei suoi padri nobili.
Gigi Rosso si è spento nelle scorse ore nella sua abitazione di via Ciro Menotti ad Alba, accudito dai figli Claudio e Maurizio, che ormai da anni ne seguono le orme di grandi produttori del territorio.

A giorni avrebbe raggiunto il traguardo degli 87 anni. Nato il 18 dicembre 1931, come giovane enologo aveva lavorato per alcune storiche realtà vinicole dell’Albese e non solo, dalla Cinzano di Santa Vittoria d’Alba alla Bersano di Nizza Monferrato, prima di mettersi in proprio fondando ai piedi di Castiglione Falletto, sulla strada tra Alba e Barolo, quella che lungo oltre sessanta vendemmie sarebbe divenuta una delle cantine più conosciute e amate del territorio, con vigneti pregiati che andavano dalla zona del Barolo a quella del Dolcetto di Diano d’Alba.

"In tutta la provincia di Cuneo avevamo perso 15mila giovani durante la guerra. Terre e uve costavano pochissimo. La Depressione era ovunque. Pensai che una simile situazione non poteva essere che transitoria. Avevamo un'opportunità. Così, decisi di investire in Barolo", ricordava lui stesso appena quattro anni fa, nel brano di un'intervista a un settimanale locale ripreso dalla pagina Facebook dell’azienda.

Il suo impegno non si limitò però ai vigneti e all’amata cantina. Fu infatti figura di primo piano nel dibattito pubblico che lungo i decenni animò l’enologia di casa nostra su diversi fronti, assumendosi anche responsabilità pubbliche alla guida del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco e della Consulta vitivinicola della Camera di Commercio.  

Oggi la sua azienda vitivinicola è gestita dal figlio Maurizio e dal nipote Andreas, mentre l’altro figlio, Claudio, che è anche editore di "Radio Alba", è produttore in quel Clavesana.

In sua memoria questa sera verrà recitato un rosario fissato con inizio alle ore 20.30 nella parrocchia del Divin Maestro ad Alba. I funerali si terranno invece domani, giovedì 13 dicembre, alle 14.30 nella stessa parrocchiale albese.

Ezio Massucco

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