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Cronaca | 16 luglio 2019, 07:45

Un uomo aggredito durante la rivolta degli stagionali a Saluzzo: alle 12 vertice d’urgenza in Prefettura

Saranno presenti i rappresentati delle Forze dell’ordine, della Questura, dell’Ufficio territoriale del Governo e il sindaco della Città, Mauro Calderoni. Dopo l’annuncio di ieri pomeriggio, restano da appurare i dettagli della questione delle tende: numero di tende, provenienza, luogo di installazione

Un momento della protesta di ieri a Saluzzo

Un momento della protesta di ieri a Saluzzo

Nel raccontarvi di quanto accaduto ieri a Saluzzo, con la protesta di 150 migranti dopo una ventina di ore trascorse all’addiaccio sotto la pioggia battente, abbiamo commesso una dimenticanza.

Vi abbiamo riportato che “non ci sono stati episodi di violenza”. E invece così non è stato.

La cronaca della giornata registra un’aggressione. Quella ai danni di Bruno Comba, uno degli amministratori del gruppo Facebook “Sei di Saluzzo se…” che, nel primo pomeriggio di ieri (lunedì) – sotto l’ala di ferro di Piazza Cavour – ha tentato di scattare alcune istantanee della protesta.

Comba è stato accerchiato da una ventina di migranti e sarebbe stato colpito da alcuni pugni e schiaffi, ricorrendo alle cure del pronto soccorso cittadino, da dove è stato dimesso in serata, come da lui stesso annunciato a mezzo Facebook.

Quanto accaduto va ad aggiungersi all'alterco di via Mattatoio, dove due giovani, un uomo e una donna, hanno rischiato il pestaggio, ma sono stati tratti in salvo grazie al tempestivo intervento di Carabinieri e Polizia (e dopo esser stati caricati a bordo di una pattuglia della Polizia sono stati velocemente portati in un luogo sicuro).

Questo è quanto. Abbiamo integrato quanto omesso (non intenzionalmente) ieri. Ma al tempo stesso respingiamo le accuse (e gli epiteti), emerse a mezzo Facebook dai soliti “leoni da tastiera”, che ci hanno tacciato di faziosità. Il “solito giornale online”, come qualcuno ci ha definito, non si sottrae alla cronaca di una giornata di disordini.

A parte questa piccola (ma doverosa) precisazione, anche nei confronti dei lettori, torniamo sul caso della rivolta di ieri pomeriggio.

Abbiamo già ampiamente dato conto di quanto successo per le vie dell’ex capitale del Marchesato.

La manifestazione non autorizzata si è risolta a pomeriggio inoltrato, con l’apertura dei cancelli dell’area comunale del Foro Boario e dei portoni del “Pala CRS”, la struttura dove si tengono eventi e fiere zootecniche, e che da ieri ospita un numero stimato di 300 migranti.

Prima di entrare all’interno della struttura, Carabinieri, Polizia di Stato e DIGOS hanno annunciato il piazzamento di tende. Nessuno è entrato nei dettagli della questione: numero di tende, provenienza, luogo di installazione.

Ciò che si apprende, invece, è che quest’oggi (martedì) alle 12 è previsto un vertice in Prefettura, a Cuneo, alla presenza dei rappresentati delle Forze dell’ordine, della Questura, dell’Ufficio territoriale del Governo e del sindaco della Città, Mauro Calderoni.

Calderoni, ieri sera, ha affidato ad un post Facebook le sue prime riflessioni dopo quanto accaduto in giornata.

“Una giornata difficile. – ha esordito il primo cittadino – Un centinaio di aspiranti lavoratori africani accampati nel viale del Foro Boario, dopo una notte e un’intera giornata trascorsa alla pioggia, ha sfilato, in alcuni casi anche con atteggiamenti aggressivi, fino al Palazzo Comunale.

Per questa notte, d’accordo con le Forze dell’Ordine, si è deciso di aprire il Foro Boario e domani alle 12 ci sarà una riunione urgente in Prefettura.

Non è accettabile che, nonostante 600 posti letto dignitosi messi a disposizione dalla rete d’accoglienza territoriale, si verifichino disordini. Senza un intervento normativo, che stabilisca criteri d’ingaggio della manodopera più efficaci e sostenibili, la nostra Comunità sarà sempre esposta all’imponderabile.

Ogni anno diventa più faticoso gestire la situazione: spero che tutte le Istituzioni del territorio alzino insieme a noi la voce verso il Governo, affinché arrivino le soluzioni normative che negli ultimi 10 anni, 6 diversi governi, non hanno dato. Il sistema di ingaggio ‘porta a porta’ della manodopera ha costi sociali troppo alti. Le polemiche invece non servono a nulla!”.

Nicolò Bertola

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