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Cronaca | 28 agosto 2019, 11:18

Individuati e denunciati cinque soggetti africani ritenuti i responsabili della rivolta dei migranti di Saluzzo del 15 luglio

Per due di loro il Questore di Cuneo ha disposto il “foglio di via obbligatorio” e il “divieto di ritorno nel comune di Saluzzo” per la durata di tre anni. Nonostante ciò, uno dei due destinatari del provvedimento è stato fermato nuovamente a Saluzzo, opponendosi con violenza al controllo di polizia: arrestato ed espulso dal territorio italiano

La protesta del 15 luglio scorso

La protesta del 15 luglio scorso

Nel primo pomeriggio del 15 luglio scorso, a Saluzzo, era nata, in pieno centro cittadino, una manifestazione di protesta non autorizzata che ha coinvolto più di 100 migranti africani.

Il gruppo, dopo aver trascorso diverse ore sotto la pioggia battente, dal Foro Boario si era avviato nel centro città, bloccando a più riprese il traffico, dirigendosi poi di fronte al Municipio e colpendo con dei sassi la porta del Palazzo municipale, chiedendo un incontro con il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni.

Non erano mancati episodi di alta tensione: “Il corteo – spiega Giuseppe Beltempo, capitano dei Carabinieri di Saluzzo – aveva deliberatamente provocato blocchi stradali, aggredito anche fisicamente fisicamente alcuni passanti che realizzavano video o foto con i propri telefoni cellulari, rovesciato in terra alcuni cassonetti dei rifiuti e tentato di occupare uno stabile dismesso lungo il tragitto”.

La protesta era stata seguita in prima persona proprio dal capitano Beltempo. In città erano giunte anche Polizia di Stato, Digos, Guardia di Finanza e Polizia locale. Le Forze dell’Ordine, dopo una lunga trattativa, erano riusciti a far tornare i migranti al Foro Boario, dove erano state aperte le porte del Pala CRS, per garantire un riparo a centinaia di migranti.

L’intenso e articolato lavoro investigativo svolto dopo l’evento – aggiunge Beltempo - consistito nell’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e nell’escussione di numerosi testimoni, ha consentito agli inquirenti di identificare i 5 soggetti ritenuti promotori o comunque esponenti di rilievo della manifestazione non autorizzata”.

Non solo. Le indagini hanno permesso di definire “alcune condotte intimidatorie poste in essere da alcuni di essi nei confronti degli operatori del dormitorio del PAS (progetto Prima Accoglienza Stagionali) nelle fasi prodromiche all’evento”.

I cinque migranti africani sono stati denunciati per “manifestazione in luogo pubblico non autorizzata” e “violenza privata”.

Gli indagati, confermano dall’Arma, sono originari del Mali, Senegal Gambia e Guinea, regolari sul territorio nazionale e dimoranti in varie regioni italiane.

A carico di due di questi, ritenuti gli ideatori e i promotori dell’accesa protesta – prosegue il comandante della compagnia Carabinieri di Saluzzo – sono stati emessi dal Questore di Cuneo Emanuele Ricifari altrettanti provvedimenti di ‘foglio di via obbligatorio’ e ‘divieto di ritorno nel comune di Saluzzo’ per la durata di tre anni”.

Nonostante il provvedimento del questore, nei giorni successivi, uno degli indagati è stato fermato proprio a Saluzzo, in pieno centro. L’uomo di è opposto con violenza al controllo di polizia ed è stato arrestato, anche per via della mancata ottemperanza del divieto di ritorno nel comune di Saluzzo.

Il GIP, all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto e del rito direttissimo, ha applicato all’indagato la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Cuneo, disponendo l’espulsione dal territorio nazionale per il reato di “resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale”.

Nicolò Bertola

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