Cartignano, piccolo paese situato all’inizio della Valle Maira, nel cuneese, ha ospitato la sesta e settima tappa del campionato italiano riservato alle moto da trial d’epoca, organizzate dal Moto Club Dragone di Roccabruna, coordinato dal Prof. Enrico Garino, responsabile FMI per l’istruzione stradale, che viene portata in gran parte delle scuole dell’Italia.
Il percorso tracciato nel Comune cuneese, comprendente undici zone tracciate interamente nei boschi, è uno dei pochi autorizzati regolarmente, che permette agli appassionati di trial, d’epoca e non, di poter effettuare i loro allenamenti, o semplicemente di divertirsi con lo sport preferito, in tutta tranquillità , senza la paura di poter incappare in qualche spiacevole multa.
La due giorni cartignanese ha fatto registrare circa un’ottantina di partecipanti, grazie anche alla collaudata formula che permette anche a chi non è in possesso di alcuna licenza, di potersi cimentare con le zone affrontate dai piloti, anche se solo le più facili, ad un gran numero di appassionati, tra i quali numerosi conduttori transalpini, ai quali è stata riservata una motocavalcata.
Tra le moto che hanno calcato le zone di Cartignano, vi erano le classiche spagnole a due tempi Bultaco, Montesa ed Ossa, ma anche molte inglesi a quattro tempi, quali le piccole Triumph 200, le BSA 500, una James, ma anche le artigianali Moto Guzzi, Gilera, Bianchi, Moto Morini, Capriolo, fino alle più relativamente recenti Honda a 4 tempi, SWM, Beta, uno stuolo di Fantic ed alle recentissime Sherco e Gas-Gas.
Tra i protagonisti, provenienti in prevalenza da Piemonte, ma anche dalla Lombardia, Val d’Aosta e Liguria, da menzionare Aldo Allione, tracciatore delle zone insieme agli amici del Moto Club Dragone, l’ex campione italiano Giovanni Tosco, il responsabile del trial d’epoca per la FMI Giulio Carlo Mauri, il giornalista Mario Candellone e molti altri che si sono cimentati chi nella più tranquilla motopasseggiata, chi con la gara vera e propria.
E’ stata una bella festa, che ha permesso ai partecipanti, alcuni presentatisi solo la domenica per motivi di lavoro, di trovare vecchi amici e di passare alcuni momenti in allegra compagnia, in special modo per il pranzo e per la cena, consumati sotto l’ampia struttura coperta costruita dal Comune di Cartignano per poter ospitare le feste patronali, ma anche per dare riparo, sia dal sole che dalle intemperie, in queste occasioni.















