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Attualità | 12 novembre 2010, 17:50

"L'Italia c'è...ancora", ma per Carlin Petrini è necessario un nuovo Umanesimo

Applauditissimo intervento del Fondatore di Slow Food al convegno organizzato da "Insieme". La replica del vice presidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona: "Demagogia"

Il tavolo dei relatori al convegno cuneese

Il tavolo dei relatori al convegno cuneese

Cinema Monviso gremito, anche se, va detto, la maggior parte del pubblico era composto da addetti ai lavori, per l'interessante convegno sullo stato di salute del nostro Paese, intitolato "L'Italia c'è...ancora" ed organizzato dall'associazione politica "Insieme". Illustri personaggi dell'economia e della finanza si sono confrontati sul grave stato di crisi in cui versa il nostro Paese. Crisi che coinvolge aspetti materiali, ma anche etici. Apparentemente tutti d'accordo, anche se poi la discussione ha evidenzaito dissensi su come affrontare i problemi.

Tra gli interventi più applauditi quello del Fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, che ha attaccato, con la consueta ironia che lo contraddistingue, i vertici dell'economia finanziaria: "La crisi in cui versa il nostro Paese potrebbe essere di due tipi - ha detto all'inizio del discorso - vale a dire legata al difficile momento attuale. Ma anche endemica". La prima ipotesi sarebbe facilmente superabile, secondo Petrini: "Basterebbe resistere alle difficoltà del momento e tutto si appianerebbe. Ma l'Italia è invece piombata in una crisi endemica, che sta travolgendo tutto e tutti". Secondo Carlin la ricetta starebbe nel recuperare la passione e l'amore della società verso il nostro Paese: "Un'alluvione a Vicenza non era mai avvenuta a memoria d'uomo e questo deve far riflettere: stiamo violentando la terra, che si ribella". Un paragone con i francesi: "E' venuto ad intervistarmi un giornalista di Le Monde che mi ha detto di non essere interessato nè alle vicende personali del nostro premier, nè quali siano i motivi per i quali il governo italiano è in crisi. Piuttosto si è detto esterefatto per come riusciamo a lasciar andare a catafascio un patrimonio come quello di Pompei".

"Loro - ha continuato Petrini - che se hanno due pietre in croce le fanno apparire come un qualcosa di unico, davvero non capiscono come gli italiani, che possedono un patrimonio culturale ed artistico immenso lo devastino in quel modo". Petrini, in conclusione del suo intervento è arrivato a parlare di "Nuovo Umanesimo. Si deve tornare a mettere la persona al centro di tutto. Recuperiamo le radici, non corriamo continuamente dietro al denaro, ma proviamo a fermarci un attimo e pensare che esistono forme di vita più appaganti".

La replica è stata d'obbligo, per Fabrizio Palenzona. Il vice presidente di Unicredit, al momento della presentazione, ha bloccato il moderatore, nonchè organizzatore del convegno, Giandomenico Genta, il quale stava snocciolando le tante cariche di cui Palenzona è insignito: "Basta, altrimenti mi arriva di nuovo la Gabanelli" (la popolare giornalista di Raitre, tempo fa, aveva infatti incentrato una puntata di Report sulle tante cariche di cui gode l'ex presidente della Provincia di Alessandria n.d.r.). Poi, la risposta, a tratti anche accesa, nei confronti di Petrini: "Condivido quanto dice Carlin, ma la sua è una visione demagogica del problema. Debbono convivere l'attaccamento alla terra, alle radici, al dogma dell'altruismo, insieme con la capacità di guardare avanti anche nell'economia finanziaria. Quando Petrini dice che le strutture non servono ("Mai detto questo", la precisazione di Petrini in proposito) dice un'idiozia. Stessa cosa per le banche: se un uomo illuminato e dotto come lui ha potuto fare quel che ha fatto è anche grazie ai finanziamenti che ha avuto dalle banche". Anche questa un'affermazione che non è andata giù al presidente di Slow Food.

Il convegno è proseguito con gli interventi degli altri protagonisti, Attilio Befera, direttore Agenzia Entrate; Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere; Antonio Mastrapasqua, presidente Inps; con le conclusione di Emilio Lombardi e Giovanni Quaglia, vicepresidente Fondazione Crt.

c.m.

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