Con una lettera indirizzata all’Agenzia provinciale delle Dogane, Coldiretti Cuneo ha evidenziato la gravità della situazione nel settore vitivinicolo, in termini di danno economico alle imprese, a causa dell’introduzione del documento di accompagnamento accise elettronico (e-AD) per le vendite intracomunitarie. Commenta Fabrizio Rapallino, responsabile servizio vitivinicolo di Coldiretti: "Se già in precedenza le formalità d’accisa penalizzavano le vendite all’interno dei Pesi della Comunità, con l’ultima fase di telematizzazione i problemi si sono acuiti. Si riscontrano difficoltà d’impiego del sistema telematico, sovente inaccessibile o mal funzionante, ma in particolare, ciò che più preoccupa sono le disparità di comportamento tra le autorità doganali dei Paesi Membri dell’Unione Europea, che sovente non riconoscono più lo status di piccolo produttore e di conseguenza ostacolano, quando non bloccano, le vendite da parte delle aziende più piccole".
Tali realtà si vedono da un lato respingere il tradizionale documento cartaceo e dall’altra l’impossibilità di adottare il sistema telematico "eAD", se non rinunciano all’esenzione e attivano il deposito fiscale, oppure se non si appoggiano ad un operatore terzo con oneri aggiuntivi e tempi non conformi all’ordine di consegna ricevuto. Gli stessi operatori ai quali si "appoggiano" i produttori per l’emissione dell’eAD trovano impedimenti o ritardi nell’organizzare i flussi elettronici con le amministrazioni doganali di destinazione. Emergono situazioni di confusione tra le Autorità Doganali del medesimo Stato, dove una autorità consente la procedura cartacea e l’altra no e tra gli stessi operatori e importatori, che nel contesto non chiaro (per le proprie incombenze fiscali e d’accisa e le responsabilità con le suddette Autorità del rispettivo Paese di destinazione), spesso pretendono il documento telematico. Tutto ciò, anche riguardo ad aziende "piccolo produttore", non tenute a tale obbligo, secondo le vigenti direttive Comunitarie e le leggi nazionali.
I disagi riguardano anche le vendite dirette verso gli acquirenti definiti "occasionali" , vale a dire dettaglianti quali: ristoranti, bar, enoteche ecc. che acquistano vini in Ue, manon sono registrati stabilmente presso i propri uffici doganali come deposito fiscale. Non di rado nei Paesi Membri il codice provvisorio d’accisa, dapprima concesso in forma cartacea regolarmente, ora non è più rilasciato. Questo fenomeno interessa indistintamente tutti i produttori vinicoli, sia dotati di deposito fiscale che esentati e tutto ciò determina un aggravio di burocrazia, quindi di costi che poi si riversano sul consumatore. "E’ importante che le vendite, sia ad operatori intermediari che dirette, vengano incentivate e non penalizzate dalla modernizzazione dei sistemi: in questo periodo di congiuntura economica difficile - aggiunge Federico Vacca, vice presidente Coldiretti Cuneo con delega al settore vino - accade l’esatto opposto". Per scongiurare il rischio di perdita delle vendite dirette dal produttore di vino all'acquirente occasionale, anche privato consumatore, Coldiretti propone di adottare un sistema semplificato, basato sul pagamento anticipato (ex ante), delle eventuali accise dovute nel paese di destinazione in modo da consentire il libero trasporto di vino, che nella fattispecie avverrebbe poi ad "accisa assolta".
Questa procedura avrebbe la prerogativa di assicurare il pagamento delle accise ove dovute, di tracciare comunque i flussi delle vendite e consentirebbe realmente la libera circolazione delle merci, che nel caso del vino rischia di essere solo nelle enunciazioni. "L’Agenzia delle Dogane di Cuneo – conclude Vacca - ha confermato il massimo impegno a collaborare per la soluzione dei problemi più immediati e ha presentato le problematiche evidenziate nella nostra lettera al Tavolo Tecnico che si è tenuto presso la Direzione Interregionale. Ora attendiamo che le criticità da noi segnalate possano trovare presto una soluzione". (c.s.)



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