E' soddisfatto, ma pacato, il giorno dopo il professor Gigi Garelli, che ha strapazzato gli avversari alle Primarie del centrosinistra. Avversari che hanno reagito in modo differente: chi l'ha presa bene e chi, invece, non ha voluto nemmeno andare a stringere la mano al vincitore. "E questo mi ha fatto male, molto male - commenta Garelli - perché va nello spirito opposto a quello che ci eravamo prefissi all'inizio".
Tutto ciò sta ad indicare che il percorso verso le elezioni di tarda primavera per il "Professore" non sarà rose e fiori: ci sono da mettere assieme le diverse anime che formano la coalizione, anche chi adesso ne è stato fuori, come quelli di Cuneo Solidale. "La più grande soddisfazione - continua il vincitore - è vedere la strabiliante partecipazione della gente di Cuneo a queste Primarie. Questo sta a significare che la gente vuole fortemente questo strumento, dove sa di poter contare, scegliere. E questo deve essere di ammonimento anche e soprattutto per chi si è tirato fuori". La prima stoccata è lanciata.
"Tutto ciò - prosegue il neo candidato sindaco del centrosinistra - è in linea con il nostro stile. Lo dico chiaramente: le alleanze che faremo saranno tutte alla luce del sole. Chi pensa di entrare dalla porta secondaria, secondo le camarille delle stanze segrete legate alla politica si sbaglia di grosso, non entrerà e non avrà di certo il nostro appoggio". Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Gigi Garelli, uomo di Rifondazione Comunista? "Non smentisco. Il nostro gruppo si è formato in nome di quella Costituente che decenni fa era formato da Cattolici, Comunisti e Liberali e che diede vita a quella grossa conquista che è stata la nostra Costituzione. Oggi, come allora, voglio che non conti l'appartenenza politica pregressa, ma che si entri nel gruppo, e chi è già entrato lo ha fatto, in base al programma di idee e propositi stilato".
Ed il programma di Gigi Garelli è di quelli ambiziosi, anche un po' rivoluzionario rispetto l'esistente. Prendiamo le grandi infrastrutture: "Sia ben chiaro, noi non siamo per bloccare le cose tanto per il gusto di fare. Vogliamo semplicemente partire dal censimento dell'esistente e di lì chiederci se quello che andremo ad approvare sia veramente per il bene della città".
Come, per esempio, il piano regolatore, da poco approvato, o la futura tangenziale di Cuneo, naturale prosecuzione della A33. Garelli è chiarissimo su questi punti: "Non vogliamo assolutamente stoppare le imprese in un momento congiunturale così difficile come quello che stiamo vivendo. Ma allo stesso tempo ci dobbiamo chiedere se davvero è necessario altro cemento in città. Facciamo prima un censimento dell'esistente, valorizziamo quello che abbiamo e poi decidiamo. E' assurdo che in Cuneo ci siano così tanti alloggi sfitti e si continui a costruirne di nuovi".
Sulla tangenziale: "Stessa cosa, proviamo prima a monitorare il flusso del traffico al casello di Cuneo quando sarà aperto e lì decideremo se sarà necessario stravolgere i campi fertili intorno alla città, oppure basterà dirottare auto e camions sulla Bovesana. Niente precluso in partenza, ma studi attenti prima di decidere".
Stesso discorso sulle grandi opere che invevitabilmente coinvolgeranno il terriorio comunale. Prendiamo il Tenda bis: "Su ogni decisione si dovranno aprire Tavoli di confronto, ai quali siederanno amministrazione, parti sociali e cittadini. Insieme si dovranno decidere le strategie: delle vere e proprie Governance. E' finita l'era dove l'Amministrazione decide le cose e le cala dall'alto".
Più chiaro di così.











