Lo slogan scelto, "Buone idee in comune", racchiude in quattro parole il programma politico e l'essenza stessa del suo promotore, il professore di Storia e Filosofia Gigi Garelli, presidente di "Orizzonti di Pace" e da tempo affine al Tavolo delle Associazioni del Cuneese e parte attiva di Esuli in Patria. Garelli da qualche giorno ha debuttato ufficialmente sul palco della politica con la sua candidatura alla carica di Sindaco di Cuneo, primarie (con il centro sinistra) permettendo. Pur da neofita dei meccanismi partitici e politici, il leader della "Costituente dei Beni Comuni" ha già alcune idee chiarissime: "Alberto Valmaggia ha lavorato bene, ma noi riteniamo ad esempio che il piano regolatore sia troppo sovradimensionato, pensato per 90mila abitanti, cosa che non sarà mai a Cuneo. Noi diciamo: guardiamo i risultati del censimento poi vediamo e valutiamo".
Valutazione attenta anche per la doppia corsia della circonvallazione di Cuneo ("prima valutiamo il traffico della A33 e dirottiamolo sulla Bovesana, solo se vedremo che è davvero congesitonata penseremo a rovinare campi coltivati per farci passare una tangenziale") e uso consortile dell'acqua gli altri punti toccati dal candidato sindaco. Attenzione anche alle nomine: "Il Comune di Cuneo negli ultimi tempi ha fatto delle nomine, in enti in cui ha partecipate, che forse non sempre hanno tenuto conto delle reali capacità dei proposti, ma che sottostanno a logiche spartitorie. Se sarò sindaco preferirò scegliere in base a competenza, professionalità e parità di genere".
Garelli, da sempre nell'area del centrosinistra, proveniente dal mondo cattolico, particolarmente sensibile ai valori della sinistra sociale, tiene a sottolineare l'importanza dei 10 punti programmatici attorno a cui devono ritrovarsi i suoi sostenitori. "L'aggregazione delle persone deve avvenire in base al programma e non rispetto a gruppi politici". E, una volta eletto, Garelli applicherà il compromesso trasparente sulla base degli equilibri che si verranno a creare, sicuro che darà spazio alla concertazione e alle novità.
Gli aspetti dell'aggregazione e della comunione vengono sottolineati più volte nel discorso di Gigi Garelli, in particolare riferiti ai giovani e alle culture. Il suo auspicio: "Vorremmo che Cascina Vecchia di San Rocco diventasse un "Casa delle Culture" divisa in tre parti: un ostello, un'ala museale e un centro di incontri".











