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Al Direttore | 05 gennaio 2012, 14:36

Luca Lauria su Levaldigi: "Aumentano i passeggeri, ma mai il personale della Polizia di Stato addetto alla sicurezza"

"È necessario fare chiarezza: se l’aeroporto di Levaldigi rientra in quelli a rischio di chiusura forse è inutile sprecare altre risorse ed energie, ma se così non fosse si renderebbe necessario un serio adeguamento strutturale"

Luca Lauria

Luca Lauria

Al direttore di targatocn, 

La Segreteria Provinciale del SIAP (maggiormente rappresentativa in provincia di Cuneo) ha richiesto tramite la Segreteria Nazionale in data 30.08.2011 un incontro all’Ufficio Relazioni Sindacali del  Ministero dell’Interno  per portare in quella Sede le problematiche relative allo Scalo Aereo di Levaldigi. Questo incontro al quale sono state invitate a partecipare anche le altre O.S. presenti in Provincia di Cuneo e firmatarie tra l’altro di un documento comune, si è tenuto il 29 novembre dopo il rinvio dell’incontro calendarizzato per l’ 8 novembre. In quella sede il SIAP e le altre OO.SS. invitate a partecipare hanno portato a conoscenza dell’Amministrazione Centrale (che a quanto pare le ignorava) le problematiche dello Scalo Cuneese legate principalmente all’inadeguatezza strutturale ed alla mancanza di un Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea con un adeguato numero di operatori. Al momento nessuna risposta è giunta dal Ministero, nessun adeguamento strutturale serio è stato effettuato né tantomeno si è avuto un aumento significativo del personale impiegato in attesa di determinazioni se non che l’aggregazione temporanea fino al 20 gennaio di 4 unità e quella definitiva dal 23 gennaio di 3 poliziotti che non compenseranno neppure i colleghi trasferiti o collocati in quiescenza. Ad oggi la vigilanza dello Scalo Aeroportuale Internazionale, dove transitano aeromobili diretti in paesi della comunità europea ed in paesi extra Schengen tra i quali quelli sensibili verso Marocco ed Albania, è affidata ad un esiguo numero (2/3 a fronte degli 8/10 indicati come numero minimo per effettuare quel tipo di servizio) di poliziotti appartenenti alla Questura di Cuneo, numero sicuramente insufficiente  per poter effettuare seriamente il controllo delle centinaia di passeggeri in transito, poliziotti che tra l’altro vengono sottratti a quei compiti  propri della Questura di Cuneo quali il controllo del territorio, l’attività investigativa ecc.ecc.  

Molti gli episodi avvenuti in questo periodo che hanno messo a repentaglio la sicurezza degli operatori, ma più in generale quella della comunità cuneese: l’avvenuto arresto di un passeggero in transito con l’impossibilità per i soli 2/3 operatori di effettuare contemporaneamente gli atti necessari ed i controlli di sicurezza vista anche la mancanza di un idoneo locale per la custodia degli arrestati e/o fermati, impossibilità per i 2 operatori presenti in aeroporto di  gestire situazione “anormali” come il semplice ritardo di un volo proveniente dalla Romania che a causa della nebbia proseguiva per l’aeroporto di Orio al Serio(BG) senza fare scalo a Levaldigi alle 15.30 come previsto ma bensì alle 18.30 circa, ritardo che determinava lo stazionamento per circa 3 ore, nella “zona sterile” cioè in quell’area alla quale si accede dopo aver superato i controlli di sicurezza, delle centinaia di passeggeri che dovevano essere imbarcati su quel volo, con l’impossibilità dei 2 (DUE) unici poliziotti presenti in aeroporto di effettuare i controlli di sicurezza dei passeggeri in partenza per il Marocco, se non solo verso le 18.20 quando sul posto arrivavano i 2 (DUE) colleghi del turno successivo.  

Se da una parte si pubblicizza che nel 2011 si è avuto un aumento dei passeggeri del 25% con oltre 225mila viaggiatori, dall’altra bisogna prendere atto che il personale della Polizia di Stato che ha il compito di effettuare i controlli di sicurezza previsti dalle normative non è mai stato incrementato dall’apertura dello scalo ad oggi né tantomeno è stato aperto un Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea come invece sarebbe naturale per la delicatezza di quel genere di controlli. Singolare inoltre che l’aeroporto di Foggia dal quale transitano 70mila passeggeri all’anno abbia avuto ultimamente 15milioni di euro di finanziamento e abbia potuto contare fino a qualche tempo fa dello stesso numero di poliziotti (2 per turno) impiegati stabilmente a Levaldigi, nonostante il numero di voli (NB. solo nazionali e quindi “non sensibili”) sia stato in passato di gran lunga inferiore al numero di voli in arrivo e partenza dall’aeroporto cuneese. Considerando poi che una recente indagine quantifica in 102 circa gli aeroporti italiani a fronte dei 36 spagnoli e 43 francesi e che l’attuale Ministro dei Trasporti Passera ritiene che avere un aeroporto ogni provincia determini un inspiegabile ed insostenibile spreco di risorse arrivando ad ipotizzare la chiusura di alcuni di questi (si parla di circa 24 aeroporti) tra i quali quello di FOGGIA, non si può fare a meno di chiedersi se tra questi 24 non vi sia anche quello di Levaldigi.

È necessario fare chiarezza: se l’aeroporto di Levaldigi rientra in quelli a rischio di chiusura forse è inutile sprecare altre risorse ed energie, ma se così non fosse si renderebbe necessario un serio adeguamento strutturale, in entrambe i casi DOVRANNO ESSERE ASSICURATI quegli standart di sicurezza che attualmente mancano, nel primo caso incrementando il personale impiegato e nel secondo aprendo un Ufficio di Polizia di Frontiera in grado di assicurare quei controlli di sicurezza che, ripeto, al momento non è possibile garantire. Una cosa è certa il SIAP e le altre Organizzazioni Sindacali degli appartenenti alla Polizia di Stato di comune accordo porranno in essere tutte quelle azioni necessarie a sensibilizzare l’opinione pubblica affinché si possa risolvere questo annoso problema che non è quello degli appartenenti della Polizia di Stato, ma bensì quello della sicurezza di tutta la comunità cuneese e rappresenta UN BUCO nel sistema della sicurezza nazionale.

Altro problema è la questione degli Uffici Passaporti e Immigrazione Distaccati a Bra nei locali della Polizia Stradale dove si rischia di vanificare tutto quanto fatto fino ad oggi a causa della mancanza di sistemi di sicurezza passiva e strutturali dello stabile e della mancanza di un adeguato numero di poliziotti per il filtraggio ed il controllo delle oltre 100/150 persone che giornalmente vi si recano e che dovranno, causa limiti strutturali, attendere all’esterno dello stabile esposti alle intemperie rendendo auspicabile la ricerca di nuovi locali in grado di ricevere anche i diversamente abili ove collocare quegli sportelli (il Sindaco di Bra interpellato a suo tempo aveva indicato l’impossibilità nel breve periodo di mettere a disposizione dei locali di proprietà del Comune). Ancora una volta il SIAP rivolge un appello affinché tutte le istituzioni e le forze politiche in sinergia riescano a dare risposte certe e concrete alla Comunità cuneese risolvendo le problematiche sopraesposte. La ringrazio per la consueta attenzione.

Il Segretario Provinciale Luca Lauria    

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