Il Consiglio della Comunità Montana Valle Stura nella seduta del 25 gennaio ha approvato, con i soli voti favorevoli della maggioranza, un ordine del giorno a difesa degli Enti montani e del livello occupazionale dei dipendenti. Nel corso dell’ampio dibattito è stato sottolineato il ruolo fondamentale delle Comunità montane per garantire gli strumenti e le possibilità necessarie alla crescita economica ed alla difesa del territorio montano. Ruolo e funzioni che verrebbero cancellati dal disegno di legge della Giunta della Regione Piemonte che al capo VII art. 14 prevede la soppressione delle Comunità Montane.
Il Consiglio ha inoltre sottolineato come le Comunità montane non siano “un costo” per la comunità regionale, bensì una grande risorsa visto che “costano” alla Regione appena il 30% dell’attività che producono (nel 2009 le Comunità montane hanno - a fronte di un finanziamento regionale di 23 milioni di euro - realizzato attività per oltre 71 milioni di euro).
La volontà del legislatore regionale di sopprimere le Comunità Montane mette invece a rischio oltre 400 posti di lavoro. Il Consiglio della Comunità Montana, con il proprio ordine del giorno, ha aderito alla richiesta delle rappresentanze sindacali CGIL, CISL, UIL (ed espressa con forza nella manifestazione dello scorso 20 dicembre a Torino) della tutela del personale e della continuazione dell'attività delle Comunità montane.
“Il disegno di legge varato dalla Giunta regionale mette infatti – dichiarò in tale occasione Luca Quagliotti, sindacalista FP Cgil - a rischio i posti di lavoro, che comprendono un “indotto” fatto di aziende, cooperative, associazioni nelle aree montane. Se non verrà modificato, le conseguenze saranno devastanti. La certezza dei finanziamenti per il 2012 e per la chiusura dei bilanci 2011 deve essere garantita. Subito, senza temporeggiare ulteriormente. Stiamo parlando di posti di lavoro in bilico per colpa di un disegno di legge che crea una serie enorme di criticità per i cittadini, senza far risparmiare”.
In tale quadro di difficoltà ci si sarebbe attesi unitarietà da parte di tutto l’organo della Comunità Montana. Stupore ha invece destato il voto di astensione espresso dal gruppo di minoranza di Paolo Bottero, che ha fatto mancare il proprio voto impedendo così l’approvazione unitaria.















